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In vacanza con Fido: dove? Ecco le migliori spiagge!!

Si inaugura la stagione balneare anche per i nostri amici a quattro zampe:sono infatti aperte le spiagge dedicati ai cani, strutture adeguate per trascorrere piacevoli giornate senza dover lasciare a casa il nostro quadrupede presi dai sensi di colpa. Chi è a stretto contatto con il mondo cinofilo avrà già a mente le spiagge migliori in Italia, ma le ricordiamo per chi invece si trova a dover affrontare la situazione per la prima volta.

In Liguria, precisamente ad Albisola Mare in provincia di Savona, c'è il Bau Bau Village, con una struttura che offre numerosi servizi per il benessere del cane e per la tranquillità del suo padrone. L'ampia spiaggia con capanne di paglia, comodi lettini per il relax, docce calde e fredde dispone anche di un angolo dove poter acquistare i prodotti dello sponsor Royal Canin e avere consigli e informazioni sulla corretta alimentazione.

LE MIGLIORI SPIAGGE PER CANI IN ITALIA:

Gli amici a quattro zampe veneti possono andare in vacanza a Bibione, in provincia di Venezia, alla Spiaggia di Pluto, situata all'estremità est dell'arenile. All'utente viene fornito l'ombrellone con sdraio, lettino, ferma-guinzaglio, sacchetto raccolta escrementi, ciotola per abbeverare il cane, acqua corrente per il risciacquo dell'animale ed informazioni sui medici veterinari reperibili. Sono disponibili 200 posti fino ad esaurimento. Il cane può fare il bagno sullo specchio d’acqua antistante il settore oppure può godere di un ampio spazio, 12x9 m, recintato e protetto per correre in libertà. Qui saranno posizionate anche le attrezzature di agility. Anche quest'anno la spiaggia di Pluto organizzerà corsi di educazione cinofila, agility dog e attivazione mentale condotti da personale qualificato.

Il Tamerici Dog di Rosolina Mare si trova invece vicino Rovigo, dove tutti i cani sono i benvenuti: sotto l’ombrellone cane e proprietario possono godere di un ampio spazio con due lettini più un lettino per il proprio amico a quattro zampe. Nel servizio sono compresi la ciotola per abbeverare il cane, erogatori di appositi sacchetti igienici, doccia e fontana d’acqua dolce rinfrescante per il cane. Nel Bagno è presente anche un’area agility dog per fare un po’ di movimento insieme e un lavaggio cani a pagamento. La novità targata 2012 è lo shower point, il lavaggio self service per cani. Professionale, semplice, intuitivo, permette di lavare il proprio cane in condizioni igienicamente ottimali e confortevoli. Con acqua calda, shampoo e asciugatura, perchè dopo un'intensa gioranta al mare anche il nostro fedele amico ha il diritto di essere lavato e coccolato!

La Spiaggia di Braccobaldo di Peschera del Garda è la prima spiaggia sul Lago di Garda dedicata ai cani: si tratta di mille metri quadrati tra località Fornaci e Bergamini, attrezzati per ospitare i proprietari e i loro animali. Oltre agli ombrelloni si prevede l'accesso naturale al lago, docce, angoli per i bisogni, zone d'ombra, ciotole per l'acqua e persino dei salvagente per rendere confortevole la permanenza in spiaggia dei pet.

FONTE:http://www2.stile.it/protagonisti/spiagge-per-cani-italia-estate-2012/

31 MAGGIO 2014 : SIT IN A BOLOGNA

Sabato 31 maggio ▸ Sit-in! a ‪#‎Bologna‬
Vogliamo un Regolamento che garantisca condizioni dignitose per tutti i ‪#‎cani‬. Dalla Regione Emilia Romagna invece solo silenzio e imbrogli. Lilia Casali presidente di Animal Liberation è ancora in sciopero della fame e prima di lei l'attivista Davide Battistini, ma nulla sembra smuovere la Regione che si stà dimostrando completamente indisposta al dialogo con le associazioni animaliste.
UNISCITI A NOI! Per chiedere un atto di civiltà.
DIFFONDI l'evento ➜ http://bit.ly/Sit-in-a-Bologna
➜ PARTECIPA insieme al tuo compagno, o compagna a quattro zampe. La protesta non sarà rumorosa e anche loro contribuiranno alla riuscita di questa giusta battaglia.

Cani e gatti: attenti agli insetti ed ai veleni

Insetti e vipere
Soprattutto in estate, può succedere che il cane sia morso da api o da vipere. Se dovesse accadere è utile mantenere la calma ed affrettarsi per salvare la vita al nostro amico, prima di arrivare al più vicino veterinario.
Se la causa del malessere del cane è una puntura di vespa, di ape o di calabrone noteremo subito un gonfiore della parte (spesso la bocca, con il serio rischio di soffocazione). Sciacquare la zona colpita con impacchi di ghiaccio e applicare una pomata a base di cortisone. Se il gonfiore aumenta e coinvolge naso o gola, correre comunque dal veterinario. In caso di ferite bloccare l’emorragia premendo con un panno per alcuni minuti, tagliare il pelo e disinfettare dopo aver lavato la parte con acqua e sapone. Il morso di vipera richiede la massima calma sia del proprietario, sia del cane. Portare subito l’animale dal veterinario più vicino.

Veleni domestici
Pericolosi quanto, se non più, dei morsi di vipere e api, sono i veleni domestici o di frequente utilizzo umano. I veleni domestici, se ingeriti in quantità, mettono a rischio la vita del cane o del gatto. Vediamo alcuni sintomi da avvelenamento ed i possibili rimedi.

Insetticidi (in giardino, nei prati, in campagna). Sintomi: scialorrea (forte salivazione), bruciore agli occhi, diarrea, vomito, contrazione muscoli facciali, lacrimazioni e convulsioni.
Rimedi: lavanda gastrica, assunzione di carbone attivo, atropina in vena o sottocute. In caso di avvelenamento leggero fate ingerire all’animale una grossa manciata di sale grosso per stimolare il vomito.

Stricnina (veleno molto comune e micidiale, si trova nel veleno per topi).
Sintomi: la morte può giungere anche dopo un solo minuto dalla comparsa dei sintomi, spasmi, rigidità estensoria, contratture e asfissia.
Rimedi: indurre il vomito immediatamente, lavanda gastrica, fluidoterapia e calmanti per gli spasmi. Se l’animale supera le 24 ore è salvo.
Alcool etilico
Sintomi: barcollamento, ipotermia, midriasi (dilatazione della pupilla), vomito e coma.
Rimedi: fluidoterapia, carbone attivo, emetici, metadoxina per eliminare l’etanolo.
Metaldeide (veleno per lumache)
Sintomi: tachicardia, scialorrea, dolori muscolari, convulsioni, insufficienza respiratoria.
Rimedi: calmare le convulsioni con Diazepam o Pentobarbital; una volta calmato il cane valutare la stimolazione del vomito o la lavanda gastrica (facendo attenzione a possibili polmoniti “da ingerimento”), fludoterapia, diuresi, nei casi più gravi ricovero con intubazione e ventilazione dell’animale.
Veleno per topi alle sostanze antagoniste della vitamina A.
Sintomi: ostacolo alla normale coagulazione del sangue con emorragie interne, ematosi, anemia. L’animale trema, è debole, non si regge in piedi.
Rimedi: indurre il vomito, somministrazione della vitamina K o K1 per bocca o per via parenterale per almeno una settimana, dieta ricca di grassi e, nei casi più gravi, trasfusioni di sangue.
Glocoletilenico (contenuta nell’antigelo per auto e nelle pellicole fotografiche a colori).
Sintomi: depressione, vomito, aumento della sete, atassia, insufficienza renale, collasso.
Rimedi: fluidoterapia, metoclopramide, bicarbonato./li>
Piombo (proiettili da caccia, piombini da pesca) vernici, palline da golf
Sintomi: disfunzioni gastroenteriche, diarrea, vomito, anoressia, dolori addominali, cambiamento del carattere, nervosismo, aggressività, isterismo, allucinazioni, coma.
Rimedi: rimozione chirurgica del corpo estraneo ingerito, terapia disintossicante.
Fonte:http://www.provincia.milano.it/

CANI AL SEGUITO NEI PUBBLICI ESERCIZI

Fonte: http://www.gamberorosso.it/component/k2/item/1018531-a-cena-con-gli-amic...
Nell’ultima giornata di Host, Fiera Internazionale dell’Ospitalità Alberghiera di Milano, la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha presentato gli aggiornamenti della normativa europea sulle norme igienico-sanitarie per i pubblici esercizi, norme che riguardano anche gli amici a quattro zampe e il loro diritto di accedere in bar, ristoranti e pubblici esercizi in genere. Non proprio una rivoluzione, visto che il Regolamento della Polizia Veterinaria vigente dal 1954 a livello nazionale non ha mai vietato l'entrata ai cani nei pubblici esercizi, ma pur sempre un allinearsi alle normative pet friendly europee.

Ma andiamo con ordine. I cani dei non vedenti, secondo la Legge numero 37 del 14 Febbraio 1974, hanno il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico e non si può prevedere alcun divieto. Per quanto riguarda tutti gli altri cani, il D.P.R 320 del 1954, Regolamento della Polizia Veterinaria, ammette l'accesso nei locali pubblici e sui mezzi di trasporto, purché siano condotti a guinzaglio e muniti di museruola. L'unico divieto riguarda le zone di produzione, la cucina per esempio. Tuttavia sono state poi emesse diverse leggi regionali e ordinanze comunali che hanno autorizzato la discrezione dell'esercente, dal Comune di Varese dove gli amici a quattro zampe possono entrare solo nei negozi dove vengono espressamente accettati mediante un cartello, al Comune di Torino dove l'unico modo per tenere gli animali fuori dalla porta del ristorante o del negozio è chiedere l'autorizzazione al comune stesso motivandone la scelta.

La Fipe ha semplicemente fatto ordine su questo mare magnum di norme e messo nero su bianco quel che già era previsto; niente rivoluzioni dunque. Cosa cambierà concretamente?
Per il ristoratore: per colui che già faceva entrare i cani, assolutamente nulla. Per chi vietava l'entrata dicendo che era un obbligo di legge ora non potrà più farlo.
Per il proprietario del cane: Se si presenta con il cane munito di guinzaglio e museruola, è bene che sappia che non esiste una legge che ne vieta l'ingresso. Lì dove la legge non arriva deve però esserci il buon senso quindi, se tra i clienti c'è qualcuno che è allergico o ha paura dei cani, sarà meglio per i proprietari posizionarsi all'esterno, ove possibile, o lasciare l'amico a quattro zampe fuori.
Articolo a cura di Annalisa Zordan

cane sdraiato su telo mare

Cani in spiaggia in Abruzzo si può!

Varata la legge regionale "Norme per l'accesso alle spiagge degli animali di affezione".
La legge consentirà un più libero accesso di cani e gatti alle spiagge con lo scopo di "agevolare i possessori degli animali, con un incremento della attività turistica, e dall'altro di contrastare il ben noto e triste fenomeno dell'abbandono di animali domestici durante il periodo estivo, che, oltre ad essere una pratica incivile, è causa anche di molti incidenti", si legge in una nota del Consiglio.
Nella legge vengono disciplinati anche altri importanti aspetti come "il rispetto delle norme igieniche, con l’obbligo per il proprietario o il detentore alla rimozione e allo smaltimento immediato di deiezioni; la balneazione, qualora non espressamente vietata, degli animali, sempre sotto stretta sorveglianza e responsabilità del proprietario o detentore; il divieto d'accesso per gli animali agli stessi in luoghi particolari come piscine, docce, giochi per bimbi; l’indicazione a creare appositi spazi riservati agli animali per il ristoro, l'abbeveraggio o il gioco nel rispetto dei piani spiaggia.
Fonte:http://www.abruzzoweb.it/contenuti/cani-in-spiaggia-dalla-prossima-estat...

Petforce1 applicazione gratuita per segnalare bocconi avvelenati

Bocconi avvelenati: è un dovere per gli enti locali disporre le analisi

Il Ministero della Salute ha rinnovato l'ordinanza che stabilisce come procedere anche senza decesso di animali. L'Enpa chiede che il provvedimento diventi una legge.

Roma, 10 marzo 2014 - Il Ministero della Salute ha prorogato per i prossimi dodici mesi l'ordinanza che stabilisce come procedere in caso di avvelenamento di animali o di ritrovamento di esche avvelenate sul territorio.

Tra le previsioni più importanti dell'ordinanza, l'obbligo di inviare agli istituti zooprofilattici eventuali campioni anche in assenza del decesso dell'animale. Purtroppo, non sempre le amministrazioni locali seguono alla lettera le disposizioni dell'ordinanza; per questo, l'Enpa ritiene opportuno che tutte le istituzioni e autorità individuate dal provvedimento lo rispettino alla lettera, e che i principi dell'ordinanza stessa siano “tradotti” quanto prima in un atto legislativo.
Fonte articolo:http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2014/03/10/1037136-animali-enpa-bocco...

Francis, dal coma a una vita felice

La storia a lieto fine di un cane trovato in condizioni gravissime
abbandonato in una scatola nel freddo inverno statunitense

Un flebile respiro. È stato questo l’ultimo, ma importante segnale, che Francis ha dato per dire che non voleva lasciare questo mondo, anche se l’aveva abbandonato.

Era il febbraio del 2011, una notte fredda nell’inverno del Mississippi (Usa). Sul bordo della strada alcune persone trovano una scatola contenente un cane. A prima vista l’animale sembra morto. Non si muove. Il suo corpo è rigido. Ma poi si accorgono di quel lieve respiro. Il quattrozampe viene così portato alla Cara, un rifugio per animali nella vicina città di Jackson, dove tutti si fanno in quattro per cercare di salvargli la vita. Le sue condizioni sono gravissime: dopo essere rimasto al freddo, il cane è caduto in un profondo coma. Però i veterinari non si arrendono, così come l’affetto dei volontari che in suo onore organizzano anche una festa di San Valentino: l’evento attira molte persone e tutte vogliono conoscere il piccolo Francis e donargli una carezza.

Il percorso di riabilitazione di Francis è lungo e difficile perché deve superare i danni al suo corpo. Si inizia dagli occhi e dal collo, fondamentali per potergli permettere di alzare la testa e guardare il viso di chi gli sta dando così tanto amore. Poi le prime e grandi soddisfazioni: quando, dopo due mesi di nutrimento attraverso flebo, Francis muove i primi passi, ancora un po’ insicuri, ma con tanta voglia di correre. Francis è un guerriero e con l’aiuto delle fisioterapiste, è tornato a essere un cane in piena salute.

Il resto della storia è fatta di tante foto: il suo primo Natale, i suoi primi giocattoli, le sue prime corse nei prati e le sue prime amicizie a quattro e due zampe. «Francis è diventato famoso. Ma per noi, lui è solo Francis, un dolce e adorabile cane pieno di energia che ama giocare e correre all’aperto, saltare sul divano, e vive la vita che vorremmo avessero tutti gli animali senza casa che troviamo. La nostra famiglia non sarebbe al completo senza di lui: ha tutto quell’amore per le persone perché è l’amore che gli hanno dato le persone che lo hanno salvato».
La storia di Francis è fatta di voglia di vivere e di qualcuno che non l’ha considerato come un oggetto vecchio da buttare via in una scatola sul bordo della strada. La storia di un cane felice, che ama la vita.

I nostri animali domestici soffrono di problemi alimentari come i padroni.

I nostri gatti e cani non possono cucinare secondo regimi alimentari equilibrati ma dipendono totalmente da quello che noi devoti padroni gli proponiamo nella ciotola.
L'allarme viene dall'Aidaa (associazione italiana per la difesa di animali e ambiente) che corre ai ripari per il troppo famoso vizio di allungare leccornie sotto il tavolo ai nostri compagni animali.
Non riusciamo a resistere agli occhioni languidi che ci guardano chiedendoci di condividere il nostro prelibato cibo con loro? Non ci può essere errore più fatale: l'essere permissivi rovina la salute dei nostri animali domestici e noi neanche ce ne accorgiamo. O forse sì, visto che, proprio come i loro padroni, se ingrassano, si vede. Va da sé che a un gatto o un cane già in evidente stato di obesità, concedere qualcosina di troppo non farà altro che peggiorare le cose. L’Aidaa, oltre all’allarme, dà anche un consiglio utile: portare il proprio fido dal veterinario per una visita di controllo può essere una buona pratica che può aiutare sia il nostro amico a quattro zampe che noi padroni, con un regime alimentare idoneo per curare l’obesità o il pericoloso sovrappeso. Senza contare che esistono degli alimenti che possono essere nocivi se non letali per gli animali domestici. Ad esempio cioccolato e caffè, anche in piccole dosi, sono potenzialmente tossici per il cane; le cipolle poi (molto usate in qualsiasi secondo piatto) possono essere pericolose per gatti e cani, per non parlare dell’aglio, dell’uvetta (quante volte avete dato un pezzettino di panettone al vostro fido?) e ovviamente gli alcolici.
Una nota particolare per l’avocado che contiene una sostanza tossica per il cane. Premiamo i nostri cani e gatti con delle fantastiche crocchette dietetiche: magari non hanno lo stesso sapore di una prelibatezza ma, a lungo andare, averli per il più tempo possibile con noi, ci ripagherà di tutti gli sforzi.

FONTE: http://www.giornaledibarga.it/index.html?pg=8&id=4948

INAUGURATO IL "MIAGOLA CAFè" A TORINO!

Apre in via Amendola a Torino, il primo locale in Italia dove bere un cappuccino, pranzare e coccolare un micio.
La moda, nata in Giappone con i “Neko Cafè”, ha conquistato l’Europa. Il Neko Cafè (Neko significa gatto in giapponese) ha avuto origine a Taiwan nel 1998,
ma ha avuto maggior successo in Giappone. Il primo Neko Cafè giapponese ha aperto ad Osaka nel 2004 e a oggi si contano circa 40 Neko Cafè nella sola Tokyo e ben 150 in tutto il Giappone.

Il primo Cat Cafè europeo ha aperto a Vienna, a maggio 2012. Nel 2013 locali simili sono sorti a Budapest, San Pietroburgo, Berlino, Monaco, Parigi, Madrid e a brevissimo arriverà anche a Londra.
Quello di Torino è il primo in Italia.

Una normale scena da aperitivo al MiaGola Caffè, il «primo bar» con i gatti in Italia. Ieri i sei mici hanno fatto la loro presentazione ufficiale insieme alla proprietaria, Andrea Levine. Lei, un’americana trapiantata a Torino, ha saputo trasformare la sua passione in un lavoro. «Dietro a questo locale - spiega - c’è la mia idea di educare al rispetto per gli animali».
Andrea, esile e stretta in un abito turchese, tradiva qualche emozione mentre raccontava di Barney: «L’ho preso al gattile - diceva - La sua è una storia particolare: gli mancano due falangi in una zampa».
Con lui ci sono Mia, che è diventata la «fidanzata» di Barney, lo sorveglia e lo controlla mentre sta comoda nel suo cassetto inchiodato al muro, come un quadro che sporge dalla parete.
Di cassetti così, al MiaGola ce ne sono una decina: sono stati sistemati in modo che i gatti ci possano salire, e starsene tranquilli quando non ne possono più delle coccole degli avventori.

L’anteprima
L’apertura ufficiale al pubblico sarà domani 22 marzo 2014, quello di ieri è stato una sorta di vernissage. «Abbiamo voluto questa serata per preparare un po’ i gatti a quello che li aspetta nei giorni seguenti», spiega Andrea.
«Il primo che abbiamo scelto è stato Barney che per un po’ ha vissuto a casa di una mia amica - racconta -. Lì poi ha incontrato gli altri gatti del gruppo». Così è nata la piccola colonia che ora vivrà stabilmente in via Amendola.
Tutti i gatti del bar hanno alle spalle una vita difficile. Alcuni sono rimasti soli dopo la morte della proprietaria: a vivevano gia insieme ed è stato più facile farli abituare ai nuovi compagni.
«Volevo che questo bar lanciasse anche un messaggio: noi abbiamo salvato dei gatti in difficoltà», dice Andrea.
«Qui vogliamo anche fare educazione in questo senso - commenta Andrea - per questo al piano superiore prevediamo conferenze di veterinari e comportamentalisti.
Sarà un luogo dove parlare di convivenza con gli animali. Tutti gli animali, non solo i gatti».

Gli «altri»
E i cani? Non c’è posto per loro al MiaGola Caffè? «Dentro no. Ma abbiamo un videowall dove sono proiettate le video adozioni della zampa.it, il sito della "Stampa” dedicato agli animali. E avremo un dehors estivo con ciotole per l’acqua».
Ieri sera tra i clienti c’erano anche facce conosciute: politici e funzionari. «Sì, c’è il direttore della filiale dove ho il conto - ride Andrea -, è qui con la famiglia, ha creduto in me in questo progetto, che per me non è solo un modo per fare affari, è il progetto di una vita».

FONTE: http://www.lastampa.it/2014/03/21/societa/lazampa/sei-gatti-seduti-al-mi...

Cani guida per non udenti: gli hearing dogs

I migliori amici dell’uomo non smettono mai di stupire. I cani sono utilizzati spesso come guide e supporto ai disabili visivi, ma non molti sanno che recentemente vengono addestrati anche per aiutare gli audiolesi.
Gli hearing dogs, cani guida specializzati nell’aiuto di persone audiolese, vengono addestrati a segnalare suoni e rumori della routine quotidiana, o di casi particolari.
Sono ad esempio in grado di segnalare al non udente il suono del campanello, del telefono, o qualcosa di più specifico come il pianto di un neonato.
Questi cani guida possono essere di ogni taglia e razza: la loro dimensione, infatti, non incide sulla funzionalità delle loro azioni, a differenza dei cani guida per non vedenti,
che devono necessariamente essere di taglie medio grandi per poter essere agevolmente e concretamente d’aiuto ai disabili visivi.
Gli hearing dogs diventano compagni fedeli ed indispensabili della persona audiolesa, le loro abilità diventano un rassicurante aiuto in molte situazioni, dalle più banali alle meno frequenti. Il cane è addestrato ad accompagnare il non udente nel punto d’origine del suono, nel caso di un telefono, o di un campanello. Ciò non può che facilitare le condizioni di vita quotidiana della persona con difficoltà uditive più o meno gravi.
Questa tipologia di cani guida è già ampiamente utilizzata in nazioni come l’Inghilterra, e ben presto l’addestramento specifico di hearing dogs diverrà una realtà importante anche in Italia, considerando gli ottimi risultati raggiunti fuori dai confini della nostra nazione.
I cani guida per sordi e audiolesi semplificano notevolmente la vita di persone che si trovano a causa del loro handicap in una costante situazione di svantaggio; dovuta al fatto che la nostra società e le nostre città sono ideate e costruite in base ai principi che regolano le abitudini e le capacità di persone normodotate. Questo comporta una serie di barriere, architettoniche e non, che possono portare persone con bisogni speciali a stati di frustrazione.
La maggiore sensibilità al problema della diversità porta all’elaborazione di nuove soluzioni facilitanti per i soggetti con disabilità, tra queste l’uso dei cani guida per i ciechi e degli hearing dogs sono sicuramente tra le più meritevoli ed utili.