Blog

IN PISCINA CON IL CANE!

Se non riuscite ad andare in spiaggia e neppure al lago, se avete appena il tempo di un bagno fuori città, se non volete lasciare a casa (senza aria condizionata) la vostra metà pelosa, ecco il posto giusto per questa estate.

E’ Dogland, il primo parco divertimenti per cani del Veneto, addirittura con piscina, aperto in via Rosa Luxemburg ad Albignasego, nel padovano.

Dogland nasce da un’idea dell’associazione Dogclub: è un grande parco studiato per il divertimento del cane e del suo padrone, che insieme possono svolgere numerose attività, specialmente educative, altrimenti difficili in parchi pubblici.

La struttura ha anche un’ampia piscina per cani e padroni, con sdraio e ombrellone, doccia e acqua rinfrescante.
Con la garanzia della presenza e della guida di istruttori professionisti, a Dogland si possono praticare tutti i principali svaghi cinofili come all’agility al disc dog (il frisbee coi cani) e al fly ball.

Dogland, inoltre, ha una partnership con la trattoria Milan-Stardust, che è proprio di fianco al parco: per il pranzo o uno spuntino padroni e cani sono i benvenuti.

Al momento il parco è aperto su prenotazione: 3338505757, facebook.com/padova.dogland.

Buon bagno.

FONTE: ttp://bacodaseta.wordpress.com/category/cani/page/2/

COME ADOTTARLI....

Le strutture comunali di Muratella, il rifugio Vitinia ex Poverello, la Valle dei Cuccioli, e il rifugio Ponte Marconi ex Cinodromo ospitano più di 1300 animali, tra cani e gatti.
Sono tantissimi, è vero, ma da sempre si cerca di considerare i canili come luoghi di passaggio e transizione: per ogni singolo animale che approda in canile dopo un
percorso solitamente triste e burrascoso, ci si augura che ci sia la possibilità di trovare una sistemazione stabile presso persone che gli sappiano dare il giusto amore.

Non è facile trovare, fra tanti occhi speranzosi, il compagno adatto per tutta una vita: il compito più difficile è proprio quello di trovare “Il cane giusto per la persona giusta”.
Di solito, la maggior parte delle persone che vanno in canile a prendere un animale sono accompagnate da una serie di richieste proiettate soprattutto su cuccioli e cani di taglia piccola.
Ma nella scelta di un cane, le cose più importanti da valutare non sono tanto la taglia e l’età, quanto il carattere più adatto alle proprie possibilità ed esigenze.
Per esempio, non è detto che un cane di taglia piccola sia il più indicato per vivere in appartamento: ci sono cani molto piccoli che sono però anche molto agitati e che,
per vivere serenamente, hanno bisogno di un giardino. D’altro canto ci sono invece dei cani di taglia grande molto calmi e tranquilli adatti quindi a vivere in città in appartamenti anche piccoli.

Quello che conta per un cane è avere l’affetto e la vicinanza della propria famiglia umana e non contano la dimensione del posto in cui vive.
Inoltre, se si considera quanto sono grandi le gabbie di un canile, si potrà senz’altro capire che è sicuramente meglio vivere in un appartamento!!
L’importante è assicurare al cane almeno 2 uscite al giorno (quando è possibile anche 3) durante le quali farlo correre nei prati, farlo giocare e socializzare con altri cani
e persone (cosa essenziale da fare anche se avete un appartamento con giardino).

Ogni cane adulto presente in canile ha una propria scheda comportamentale, grazie alla quale si può rassicurare la persona circa la storia e il comportamento dell’animale chiesto o proposto.
Le schede comportamentali sono compilate sia dai volontari che portano a spasso i cani (anche fuori dal canile, nei parchi e nelle ville), ma soprattutto da personale professionalizzato che
aiuta i cittadini sia prima di un’adozione che dopo, assistendo le persone per i primi tempi nella piacevole ma impegnativa esperienza di vivere con un cane.

Per adottare un CANE nelle strutture comunali occorrono:

* carta d’identità o altro documento di riconoscimento valido (devi avere almeno 18 anni o presentarti accompagnato dai tuoi genitori);
* codice fiscale;
* l’adozione è completamente gratuita. Occorre pagare alla ASL di riferimento solo il cambio di intestazione del microchip.

Per adottare un GATTO dal Punto di Primo Soccorso Gatti occorrono:

* carta d’identità o altro documento di riconoscimento valido (devi avere almeno 18 anni o presentarti accompagnato dai tuoi genitori);
* codice fiscale;
* l’adozione è completamente gratuita. Occorre pagare alla ASL di riferimento solo il cambio di intestazione del microchip.

Se adotti un cane adulto devi portare con te il collare, il guinzaglio, la museruola. Se adotti un gatto, devi portare un apposito trasportino.

Il cane prescelto vi sarà affidato visitato, vaccinato, sterilizzato (e se non è ancora sterilizzato, sarete richiamati successivamente per portare in canile il vostro cane al fine di sottoporlo all’intervento chirurgico)
e microchippato e vi verrà rilasciato il libretto sanitario regionale che riporta il numero di tatuaggio o di microchip assegnato al cane e su cui il veterinario appunterà le successive vaccinazioni.
Subito dopo l’adozione, bisognerà recarsi presso gli uffici della ASL di riferimento territoriale, per iscrivere a vostro nome il cane all’Anagrafe Canina: se ometti questi passaggio e il tuo cane dovesse smarrirsi,
il microchip risulterebbe sempre intestato a Roma Capitale e sarebbe più difficile rintracciarti. Se invece è un cucciolo, tornerai per farlo sterilizzare fra i 4 e gli 8 mesi di età.

Se adotti un cane presso le strutture comunali hai inoltre diritto ad uno sconto del 30% sui successivi interventi di tipo veterinario eseguiti presso la struttura di Muratella (visite, vaccini, ecc.).

Se scegli di adottare un cucciolo di gatto, tornerai per farlo sterilizzare dopo i 6 mesi di età e ti verrà consegnato già vaccinato. Dovrai, a seconda dell’età, tornare per i richiami.
Se è un gatto adulto invece sarà anche sterilizzato e dovrai fare il richiamo del vaccino una volta l’anno.

FONTE: http://www.iolibero.org/le-adozioni/come-adottarli/

COSA COMUNICA LA CODA DI UN GATTO...

I mici per comunicare utilizzano un loro linguaggio tutto particolare fatto di suoni, gesti corporali, atteggiamenti che esprimono sentimenti, umori e richieste.

In questi eleganti felini ogni movimento e ogni posizione del corpo comunicano qualcosa e hanno un significato, una delle parti più importanti nel gatto è la coda.

Il gatto esprime moltissimi stati d’animo attraverso la coda.

Ecco un breve “libretto di istruzioni” della coda dei nostri amici gatti. Che, come i cani, usano la coda per indicare il loro stato d’animo, ma in modo talmente diverso da loro da indurci a volte in confusione, se in casa, oltre a Micio c’è anche Fido.

* Coda completamente eretta: “Ciao!”, “Bentornato!”
* Coda eretta ma con la punta leggermente piegata: “Stai facendo/c’è qualcosa che mi interessa. Sono amichevole e tranquillo, ma ho ancora qualche perplessità”.
* Coda leggermente sollevata e dolcemente piegata: “C’è qualcosa che mi interessa proprio”.
* Coda leggermente curva verso il basso ma piagata verso l’alto sulla punta: “Come sto bene … sono in pace con il mondo”.
* Coda abbassata o infilata tra le gambe: “Mi arrendo … sono sconfitto, sottomesso”.
* Coda abbassata con il pelo ritto: “Mamma mia che paura!”
* Coda che si agita da una parte all’altra: “Non so cosa fare … sto cercando di prendere una decisione, e la cosa mi irrita”; se il movimento è molto brusco “Adesso attacco … forse!”
* Coda tenuta su un lato: “Sono una femmina, sono in calore e tu mi piaci proprio!”
* Coda eretta, pelo arruffato: “Sto per sferrare un attacco”.
* Coda arcuata e arruffata: “Sono sulla difensiva, se mi provochi ancora, ti salto addosso”.

E’ fondamentale conoscere la complessa valenza semantica di ciascuna delle posture che la coda del gatto assume. Sicuramente capire come interpretare il linguaggio del corpo del vostro gatto vi aiuterà ad avere un rapporto migliore e più sereno con lui.
Tra le altre cose, il non comprendere un particolare stato d’animo del nostro gatto o di ignorarne la crescente insofferenza… può costarci anche un bel graffio!

FONTE:https://www.petpassion.tv/blog/cosa-dice-la-coda-di-un-gatto-20572

CHI E' IL CANE DI RAZZA PIU' INTELLIGENTE? ECCO LA CLASSIFICA...

Chi di voi, orgogliosi proprietari di cani, non spende volentieri qualche minuto, durante la passeggiata al parco, per raccontare ad altri proprietari le incredibili qualità del proprio amico a quattro zampe? La sua impareggiabile fedeltà, la sua incredibile obbedienza, il suo formidabile intuito… Inutile negare che siamo tutti, in fondo in fondo, convinti che il nostro cane, meticcio o di razza che sia, sia il più intelligente. Insomma, vale sempre il vecchio adagio partenopeo: “ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia”.

La ricerca di Stanley Coren
C’è chi, però, i titoli e le credenziali per fare una classifica delle razze canine più in gamba, ce li ha davvero. Si chiama Stanley Coren, Professore del Dipartimento di Psicologia e Direttore del Laboratorio di Neuropsicologia Umana alla University of British Columbia, ma soprattutto un cinofilo appassionato e uno tra i piu’ profondi conoscitori del comportamento dei nostri amici a quattro zampe.
Coren ha pubblicato molti libri sull’intelligenza e l’addestramento dei cani. In Italia sono noti il best-seller L’intelligenza dei cani (Mondadori, 1966) e Cani e padroni (Mondadori, 2000). Attingendo da una lunga e personale esperienza, Coren spiega l’evoluzione di questo animale dai suoi progenitori selvatici, la sua selezione e i vari usi al servizio dell’uomo, indicando i test attitudinali cui sottoporre il proprio animale per stabilirne il personalissimo IQ, il suo livello di intelligenza.
Questi test attitudinali hanno prodotto una vera e propria classifica dei cani in base al alla loro intelligenza; ve la proponiamo…

La classifica dei cani più intelligenti

7° posto: Labrador
animale intelligente, socievole, docile e robusto, nonché eccellente nuotatore.

6° posto: Pastore delle Shetland
per moltissimi secoli utilizzato nelle omonime isole per custodire e condurre i greggi di pecore.

5° posto: Dobermann
cane da difesa per eccellenza, legato al padrone e a tutti i membri della famiglia da un vincolo indissolubile.

4° posto: Golden Retriever
un cane polivalente che viene usato con ottimi risultati dalle Forze dell’Ordine per la ricerca di esplosivi e stupefacenti, dalla Protezione Civile come unità da soccorso su macerie e su valanga e come cane guida per i non vedenti.

3° posto: Pastore Tedesco
oggi sempre piu’ raramente utilizzato come conduttore di gregge, e molto diffuso invece nei servizi di Protezione civile come cane da valanga e da ricerca di persone disperse, sia in superficie che in macerie.

2° posto: Barboncino Nano
(unico cane in classifica di piccola taglia) attivo, elegante e fiero, di indole allegra e vivace, ma le cui “mansioni” sono limitate a quella di cane da compagnia.

1° posto: Border Collie
bello, tenero, affettuoso, docile e tenace al tempo stesso, e, parola dello studioso, di un’intelligenza senza eguali!

Eh già, è proprio lui il genietto tra le razze canine: parola di Stanley Coren!

FONTE:https://www.petpassion.tv/blog/chi-e-il-cane-piu-intelligente-5189

A TORINO NASCE IL PRIMO BAR PER CANI: IL BAU BAR

La chiamano rivoluzione pet-friendly, e da alcuni mesi è arrivata anche in Italia. Dall’ottobre scorso infatti, grazie a un accordo tra la Fipe (Federazione che raggruppa i piccoli esercizi italiani) e il Ministero della Salute, anche il nostro Paese si è adeguato a una normativa europea del 2004 che permette agli amici a quattro zampe di entrare in bar, ristoranti, pasticcerie e simili. Dopo spiagge e alberghi, il via libera all’ingresso di cani in locali pubblici si estende dunque ai 320 mila esercizi d’Italia.

Ma a Torino la rivoluzione pet-friendly sta prendendo ben altra forma. La prossima settimana inaugurerà infatti il primo Bar per cani in Italia. Si chiama Bau Bar e nasce dall’idea di due attenti ed esperti conoscitori del settore degli animali domestici: Cinzia e Marco Muzzi che dal 2007 gestiscono Cip-Ciop & Company, negozio specializzato per gli amici a quattro zampe.

Torino si afferma dunque tra le città che non solo amano gli animali, ma che pensano anche alle loro necessità seguendo un filone ormai del tutto internazionale. Lo testimonia la nuova apertura del primo ristorante per cani di Berlino raccontato ieri da Ilaria Morani sulle pagine del Corriere Cucina, o del The Branding Villa, il pub pet-friendly di Newcastle che già da alcuni anni non solo consente ai cani di frequentare i suoi locali, ma propone menù ad hoc con tanto di birra compresa. È poi di alcune settimane fa la notizia che nel mese di marzo aprirà sempre nel capoluogo piemontese il primo Cat cafè italiano: si chiamerà MiaGola Caffè e qui, dove si potranno consumare dalle colazioni all’aperitivo, si potranno anche accarezzare e coccolare durante l’arco della giornata sei gattini sottratti ai gattili. Anche in questo caso l’idea nasce da oltre i confini, visto il successo in Giappone e Taiwan e la fortuna di cat cafè a Vienna, Berlino, Budapest, Londra e Parigi.

Ma nel caso del Bau Bar la situazione è ancora diversa. “Qui daremo un servizio agli animali – spiega Marco Muzzi – e non li renderemo parte attiva del locale”. Il concetto è semplice: aprire un luogo che possa essere fruibile in egual misura dal padrone e dal proprio cane. Per questo sono stati studiati menù personalizzati per gli amici a quattro zampe ideali per il pranzo, per la colazione o per uno snack di mezza giornata con la possibilità di provare prodotti secchi e umidi e di avere consigli legati all’alimentazione canina. L’attenzione per la qualità è massima: verranno serviti solo prodotti naturali e anallergici con una particolare attenzione a quelle aziende meno conosciute alle masse, ma che si distinguono per l’artigianalità delle lavorazioni. “Tra i nostri prodotti di punta – commenta Cinzia Muzzi – abbiamo la gamma GreenFish della Marpet, azienda veneta che propone questa linea nutrizionale mono proteica e a basso rischio allergenico con caratteristiche uniche nel suo genere per l’utilizzo di piante officinali depurative e disintossicanti, ma conosciuta anche per usare solo le carni di pesce pescato e non di allevamento e di polli allevati a terra”.

E se al Bau Bar dunque i cani troveranno il loro spazio per degustare deliziosi spuntini, i padroni non avranno meno scelta. L’idea dei titolari del locale, che è adiacente al negozio per animali dove viene fornito anche un servizio di toelettatura professionale, è infatti quella di offrire un servizio di qualità anche nella gamma proposta per le persone. Per questo brioches, pasticceria e pane saranno freschi tutte le mattine (saranno acquistate da un artigiano di Torino), il caffè sarà quello Santacruz di San Germano Chisone (To), e non è escluso che dopo lo start up non ci si orienti alla vendita diretta di alcuni prodotti top della zona: “Il nostro intento – spiegano i coniugi Muzzi – è quello di arrivare a trattare prodotti freschi e genuini in grado di valorizzare la gastronomia locale come il burro e il latte fresco, la Toma di Lanzo, i torcetti e le paste di meliga tipici delle nostre valli, ma anche di proporre snack diversi dai classici panini e tramezzini. Un’idea che stiamo studiando è quella di offrire hot dog con wurstel artigianali bolliti e non grigliati simili a quelli che, per chi se lo ricorda, proponeva alcuni anni fa Castagno in via Andrea Doria a Torino”.

Il locale, che ha una mascotte d’eccezione (Kiss, un carlino di 5 anni), si trova in corso Francia 131/b a Torino e sarà aperto tutti i giorni, tranne la domenica, dalle ore 7.30 alle ore 19.30. Nel negozio comunicante (si parla in totale di oltre 130 metri quadrati di esposizione) continueranno la vendita di oggetti e prodotti per animali e il servizio di toelettatura che si può seguire in tempo reale grazie all’ampia vetrata che lo separa dal locale.

FONTE: http://kiteinnepal.com/2014/02/04/a-torino-nasce-il-primo-bar-per-cani/

Una storia incredibile

Una storia molto toccante, un caso si lealtà incondizionata che ha travolto migliaia di persone.
Per diverse settimane, a una temperatura di circa 50° sotto zero, un cane è rimasto accanto alla sua compagna morta senza muoversi di un centimetro.
Alcuni dicono che non poteva lasciarla perché era incinta, altri sostengono che l'animale stava aspettando che lei tornasse in vita. La verità è che i due cani sono cresciuti insieme e non sono mai stati separati.
Questo fatto toccante ha avuto luogo in Russia qualche mese fa, ma ha raggiunto l'attenzione della stampa solo da qualche giorno. I vicini, notando l'insistenza del cane nel rimanere al freddo e senza cibo, hanno iniziato a preoccuparsi. Hanno cominciato a fare a turni per portargli cibo caldo finché una coppia dell'Animal Aid Foundation ha deciso di portarselo a casa.
La nobile intenzione non ha comunque funzionato, un vero caso de "l'amore è più forte". Il cane ha abbaiato e ululato per tutta la notte e nel mattino è scappato dall'abitazione e ha fatto ritorno dalla sua amata.
Poco dopo lo hanno ritrovato nello stesso posto in cui la sua compagna è stata uccisa. Il corpo dell'animale è stato sotterrato e lui l'ha fiutato. "Gli ci è voluta un'ora e mezza per rompere la gabbia e un'altra ora per tornare sul posto... dista quasi sette miglia e non conosceva la strada" - ha detto il direttore dell'organizzazione.
Nonostante le svariate proposte di adozione ricevute per questo cane - molti tedeschi hanno inoltre offerto di pagare l'eventuale staffetta - i vicini hanno deciso di rispettare la decisione dell'animale di restare sul posto e stanno pianificando di costruirgli in riparo così che possa continuare a restare vicino alla compagna per il resto della sua vita.
Fonte:https://www.facebook.com/pages/Contro-gli-abbandoni-degli-animali/329892...

CANI E GATTI – I BAMBINI SONO PIÙ SANI SE NE AVETE IN CASA

CONDIVIDERE LA CASA CON UN ANIMALE DOMESTICO STIMOLA IL SISTEMA IMMUNITARIO NEI BAMBINI. A dichiararlo un recente studio su bimbi finlandesi compiuto da ricercatori coadiuvati dai genitori dei piccoli. Sporco e microbi sembrerebbero difenderci da molte allergie, allontanando le infezioni alle alte vie respiratorie. “Genitori rilassatevi e concedete ai vostri figli l’esperienza unica di crescere accanto ad un amico a quattro zampe!”Condividere la casa con un animale domestico stimola il sistema immunitario nei bambini.Una nuova ricerca pubblicata a giugno su Pediatrics dimostra che i bambini che hanno vissuto, durante il primo anno di vita, a contatto con un animale domestico si ammalano meno frequentemente. Lo studio confema anche, che un ambiente troppo pulito non è un luogo ideale per i piccoli. Condividere la casa con un cane o un gatto può stimolare le difese immunitarie.
LO STUDIO INFATTI PROVA CHE LO SPORCO E I MICROBI portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo. I ricercatori europei hanno monitorato la salute di 397 bambini finlandesi nati tra il mese di settembre 2002 e il mese di maggio 2005. I genitori, dalla nona settimana in poi, avevano il compito di compilare un diario settimanale per documentare la salute dei propri figli; dovevano annotare se i bambini presentavano muco nel naso, se soffrivano di otiti, se avevano la gola arrossata, il sintomo della tosse o altre patologie legate all’apparato respiratorio e ovviamente dovevano anche scrivere l’eventuale somministrazione di antiobiotici.Quando i bambini hanno compiuto il primo anno , i genitori sono stati invitati a compilare un questionario. Dalla ricerca è emerso che i bimbi che vivono con i cani e i gatti sono più in salute rispetto ai bambini che non ne posseggono; ad esempio, i bambini cresciuti con i cani hanno il 44% di probabilità in meno di sviluppare infezioni all’orecchio e il 29% di probabilità in meno di dover usare antibiotici durante il primo anno di vita.Lo sporco ed i microbi portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo.Dalla ricerca è anche emerso che la percentuale aumenta se gli animali vivono in casa meno ore; le famiglie, ad esempio, in cui i gatti erano presenti dentro casa per almeno 16 ore al giorno, hanno avuto bambini sani per il 70,8% del tempo, mentre nelle case in cui i gatti erano dentro per meno di sei ore al giorno è stato rilevato che i figli erano sani per il 78,2% del tempo, mentre i piccoli, invece, nati e vissuti in famiglie senza gatti solo il 66,1%.
UN QUADRO SIMILE SI E’ DELINEATO anche nelle famiglie in cui i cani erano presenti per meno di 6 ore al giorno; la ricerca ha dimostrato che questi bambini non hanno contratto malattie per il 75,7% del tempo contro il 72,2% dei piccoli vissuti con cani sempre presenti in casa mentre, i bambini cresciuti senza cani non si sono ammalati per il 64,8% del tempo.La spiegazione fornita dai ricercatori è che gli animali che hanno passato più tempo all’aria aperta hanno portato più sporco nelle case concedendo ai bambini l’opportunità di stare più a stretto contatto con esso. La continua esposizione ha permesso al loro sistema immunitario di svilupparsi più velocemente di quanto normalmente si svilupperebbe.”Il continuo contatto con gli animali domestici nei primi mesi di vita riesce a stimolare il sistema immunitario nella lotta contro le infezioni“Fino ad ora gli studi per verificare quanto gli animali domestici influenzano la salute umana sono stati concentrati sulle allergie e non sulle malattie”, ha dichiarato l’attuale presidente del Dipartimento di Pediatria presso il Saint John’s Hospital a Santa Monica, la Dr. Danelle Fisher, che non era coinvolta nella ricerca. “È chiaro – ha continuato la Fisher – che il continuo contatto con gli animali domestici nei primi mesi di vita riesce a stimolare il sistema immunitario nella lotta contro le infezioni”.
UNA PRECEDENTE RICERCA della University of California, San Francisco, presentata il 19 giugno al meeting annuale dell’American Society for Microbiology, ha mostrato che nelle case in cui sono presenti cani vi sono delle polveri che sembrano proteggere i neonati dal Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), il virus stagionale responsabile di numerose affezioni delle vie aeree del bambino; secondo la ricerca esiste una stretta correlazione tra l’infezione da VRS e l’asma infantile.Le nuove scoperte potrebbero placare l’ansia di genitori troppo ansiosi e contro la convivenza del proprio figlio con un animale domestico. Il consiglio elargito sempre dalla Fisher a questa tipologia di genitori è di tenere un cane o un gatto dentro casa perché preserva da molte allergie; grazie a questi ultimi studi, la dottoressa sente di poter affermare con molta tranquillità che, i bambini hanno meno probabilità di infezioni alle alte vie respiratorie nel primo anno di vita se vivono con un animale domestico.

FONTE: http://pianetablunews.wordpress.com/2014/01/24/cani-e-gatti-i-bambini-so...

I SEGNALI DI CALMA (CALMING SIGNALS)

I segnali di calma, così definiti e identificati dall’etologa Turid Rugaas, sono gli atteggiamenti e le posture che il cane assume per evitare incomprensioni e inutili conflitti o di manifestare un disagio ed uno stress.
Questi atteggiamenti, scelti di volta in volta dal cane, trasmettono ad altri cani le sue intenzioni reali per abbassare la soglia di difesa e diffidenza e quindi per poter avviare un rapporto socialmente equilibrato.
Spesso i segnali di calma vengono utilizzati anche nei confronti dell’uomo, in particolare del padrone, e rappresentano il tentativo del cane sia di chiarire il suo stato d’animo sia di ridurre lo stress.
La cosa straordinaria è che anche noi umani, imitandoli, possiamo servirci di questo linguaggio canino per far si che i cani comprendano realmente le nostre intenzioni.
I segnali calmanti, a oggi classificati, sono circa una trentina, alcuni sono molto palesi altri quasi impercettibili e per poterli vedere occorre molto allenamento, tempestività e naturalmente concentrazione sul cane. Di seguito sono elencati quelli che i cani usano più comunemente.
- Girare la testa di lato: può essere un movimento veloce in cui il cane sposta la testa da un lato all’altro oppure lento per cui il cane la mantiene piegata più lungo.
Questo segnale viene emesso frequentemente quando due cani si incontrano e uno dei due procede troppo deciso e diretto verso l’altro, piegando la testa l’altro cane manifesta il suo disagio e dice all’altro cane di calmarsi. Inoltre può essere osservato in alcuni cani quando il proprietario, o ancor meglio un estraneo, si abbassa e li abbraccia frontalmente guardando il cane diritto negli occhi.
Il segnale di girare la testa di lato è imitabile anche dall’uomo e può essere utilizzato ogni qualvolta si approccia un cane timido o sconosciuto per metterlo a suo agio e palesare le nostre buone intenzioni.

- Guardare altrove, distogliere lo sguardo: è una chiara manifestazione di non voler sfidare il cane. Se si osservano due cani adulti che si incontrano possiamo notare come uno o tutti e due tendono a non guardarsi dritti negli occhi, al contrario infatti se mantenessero lo sguardo fisso in pochi attimi si troverebbero coinvolti in un conflitto. Se vi trovate a fissare negli occhi un cane sconosciuto lui reagirà o distogliendo lo sguardo immediatamente o indietreggiando o peggio ancora se il cane è poco socializzato con le persone vi attaccherà.

- Socchiudere gli occhi o sbattere le palpebre: rende lo sguardo meno intenso e quindi meno minaccioso, questo segnale viene utilizzato quando il cane vuole guardare qualcuno per interesse e allo stesso tempo vuole essere certo che la cosa non venga fraintesa.

- Voltarsi di lato o di spalle: questo è uno dei segnali di calma più chiari ed espliciti che si nota facilmente nelle interazioni fra cuccioli ed adulti o tra maschi insistenti e femmine. Se il vostro cane vi salta addosso con insistenza o vi porta ripetutamente un gioco per farselo tirare provate a mettervi di lato rispetto a lui o ancor meglio a girargli le spalle, vedrete che dopo pochi attimi tenderà a calmarsi.
E ancora se vi avvicinate ad un cane che non conoscete e vi sembra che lui non gradisca questo approccio, giratevi di spalle immobili e vedrete che con molta probabilità sarà lui a interessarsi a voi.

- Leccarsi il naso: è un segnale talmente rapido che bisogna essere veloci nel percepirlo, spesso è osservabile quando sgridiamo un cane usando una voce particolarmente forte e minacciosa oppure quando accostiamo troppo il nostro viso al suo.

- Schioccare le labbra: può essere notato quando il cane è fortemente indeciso sul da farsi, è agitato, si muove indeciso avanti ed indietro, il cane manifesta un disagio dato dall’incertezza della situazione che non conosce e di cui non è in grado di prevedere l’epilogo.

- Alzare una zampa è un altro segnale che manifesta o una grande indecisione, del tipo vorrei ma non posso, o viene prodotto dalla cagna che vuole calmare i suoi turbolenti cuccioli, o da un cane adulto che pacifica un esuberante giovane cane.

- Fare pipì è un segnale molto frequente che spesso viene confuso come un cerimoniale fra cani, in realtà è un modo per scaricare la tensione e prendere tempo per capire meglio chi c’è di fronte, indagine che verrà anche aiutata dall’esame odoroso dell’urina.

- Ignorare l’esistenza dell’altro osservabile fra cani che un attimo prima stanno giocando vigorosamente e a un tratto uno dei due decide che il gioco, essendo andato troppo in là, deve essere sospeso per cui inizia deliberatamente a ignorare il compagno, che dopo un po’ si ferma sospendendo l’attività ludica. Spesso nei litigi tra i membri umani della stessa famiglia si nota come il cane, suo malgrado presente, inizia ad ignorare la situazione dando l’impressione di volersi estraniare, in realtà con la sua manifestazione manda ripetuti appelli alla tregua.
Intromettersi in un litigio tra cani, oltre a essere pericoloso, aumenta il vigore della lotta e il rischio di morsi anche profondi, al contrario allontanarsi e fingere di non notare la situazione spesso porta alla risoluzione del conflitto in modo pacifico.

- Immobilizzarsi quando un cane viene avvicinato da un altro cane più grande o più forte di lui, spesso si blocca fermissimo aspettando che l’altro chiarisca le intenzioni o si allontani.
A volte accade che dopo una forte sgridata il nostro cane si blocchi, per esempio se lo abbiamo colto in flagranza di reato mentre mangia qualche schifezza, prenderlo in modo rude e ancor peggio picchiarlo rappresenterà un grosso errore di interpretazione, con il suo atteggiamento infatti il cane vorrebbe calmarci e noi al contrario rispondiamo con violenza.

- Camminare lentamente o usare movimenti lenti, rallentare tutti i movimenti fino quasi a fermarsi è un tipico atteggiamento che si nota negli incontri fra cani o fra cani ed esseri umani e serve per cercare di inviare segnali pacifici e calmanti. Correre incontro a un cane, accelerare i nostri movimenti quando gli vogliamo mettere il guinzaglio genererà fuga o sottrazione, al contrario l’avvicinamento discreto accompagnato da movimenti lenti aumenta la nostra possibilità di un approccio felice.

- Posizione di gioco, quando l’inchino, che frequentemente osserviamo quando un cane invita al gioco un altro cane, si prolunga, in realtà il cane sta manifestando chiare intenzioni pacifiche e calmanti perché per esempio si trova di fronte a un cane nervoso. Se osserviamo un maschio nel tentativo di corteggiare una femmina di una certa tempra, assolutamente non disposta a subire tali approcci, possiamo notare come questo mettendosi di fianco alla femmina assuma questa posizione mantenendola il più possibile nel disperato tentativo di convincerla.

- Sedersi o mettersi a terra è una posizione che il cane può assumere, per esempio, quando viene richiamato dal proprietario in modo brusco o urlato, l’abbassamento e addolcimento del timbro e tono della voce farà si che il cane si alzi e proceda verso di lui. Se un cane o un cucciolo è a disagio, ha paura o è irrequieto, sedendoci per terra gli chiariremo le nostre buone intenzioni.

- Sbadigliare è un facile segnale di calma da poter imitare. Quando per strada ci troviamo in una situazione che spaventa il nostro cane iniziamo a sbadigliare in modo visibile e perché no rumoroso, pian piano il cane inizierà a calmarsi.

- Annusare in modo rapido e ripetuto alzando e abbassando la testa è un segnale di calma da non confondere con la normale abitudine olfattiva dei nostri cani.
Si può osservare quando per strada ci viene incontro una persona direttamente o quando sgridiamo il nostro cane che è al guinzaglio.

- Avvicinamento con traiettoria semi-circolare è un segnale tipico che i nostri cani emettono quasi a ogni incontro tra simili o con persone che non conoscono.
Anche noi dovremmo avvicinarci ai cani non in maniera diretta bensì compiendo un leggero semicerchio, più o meno ampio a seconda del temperamento del cane, per trasmettergli le nostre amichevoli intenzioni.

- Mettersi in mezzo, non è raro vedere nei litigi non cruenti fra cani, come l’arrivo di un terzo cane più maturo e sicuro di sè che si piazza in mezzo faccia immediatamente finire il conflitto, abbassando i livelli di tensione. Se il vostro cane inizia a essere a disagio per una specifica situazione tipo un bambino un po’ irruente e vociante, un oggetto misterioso, una persona un po’ brusca mettetevi letteralmente in mezzo, questo servirà a calmarlo.

- Agitare la coda quando il cane dopo una sgridata o quando siete nervosi si avvicina a voi con la testa bassa e la coda scodinzolante vuole calmarvi e farvi rilassare.

- Sorriso è osservabile nei cani particolarmente espressivi e reattivi. Il cane increspa le labbra scoprendo gli incisivi e il “sorriso” dura pochi istanti. Questo segnale di calma è usato soprattutto verso l’uomo.

- Scrollarsi questo segnale viene emesso spesso in concomitanza di un incontro che crea una certa tensione, per esempio le coccole intense di una persona sconosciuta o un contatto fisico troppo invadente.

FONTE: http://www.educazionedelcane.net/linguaggio.asp

CHI E' TURID RUGAAS

Turid Rugaas lavora da più di trent’anni con i cani. Ha fondato e dirige il centro di educazione cinofila “Hagan Hundeskole” in Norvegia nei pressi di Oslo. Il percorso professionale, dopo l’iniziale lavoro con i Club Cinofili, si è poi orientato alla ricerca e sviluppo di propri metodi di training che ha applicato oltre che all’educazione di base e a quella dei cani da salvataggio, anche all’attività agonistica con ottimi successi nelle “prove di lavoro” e nei concorsi di “obedience”. Alla fine degli anni ottanta con il suo collega Stale Odegard ha studiato, descritto e sistematizzato i “Calming Signals” – “Segnali Calmanti” nel cane.

Turid Rugaas è richiestissima per corsi e seminari in ogni parte del mondo. Il messaggio caratterizzante è quello di educare in maniera “gentile” basando l’addestramento su associazioni positive escludendo quelle negative.

Ecco, in breve, i principi su cui si basano i suoi insegnamenti:

“Il mio sogno è vivere in una società in cui i cani siano rispettati e apprezzati per ciò che sono. Immagino un luogo dove la gente porti a spasso i cani con piacere reciproco: nel traffico cittadino con pettorina e guinzaglio lento, senza guinzaglio al parco, nei boschi e nei campi. Niente urla e sgridate, ma un’allegra atmosfera d’intesa tra cane e proprietario e una cordiale tolleranza con le altre persone. Nessuno che strattoni o trascini il cane per il collo, al contrario gli è data la possibilità di annusare gli odori interessanti e osservare ciò che succede.”

“Essere capaci di comunicare, essere realmente capiti dai cani, è una sensazione stupenda sia per le persone sia per i cani. I “segnali calmanti” sono la chiave, e vedere attraverso quella porta aperta è stato per me come vivere il sogno dell’infanzia del parlare con gli animali.”

VEDERE IL MONDO... ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN CANE

Sapere in che modo vedono i cani è utile per comprenderli meglio e accettare la loro diversità.
Allora come vedono? Di certo non vedono in bianco e nero, come vorrebbe una diffusa leggenda metropolitana.Le differenze sono più di una....

Campo visivo.Il cane ha un campo visivo maggiore rispetto all’uomo. Chiaramente tutto ciò dipende anche dalla razza: il levriero può raggiungere addirittura i 270°, a causa della posizione laterale degli occhi. Ma se si pensa che esistono cani con il muso schiacciato come il Carlino e il Boxer, questo aspetto varia davvero molto. Tralasciando le differenze dovute a situazioni estreme, il cane medio arriva a 250° (contro i nostri miseri 180°). Mentre noi ruotiamo spesso la testa per guardare intorno a noi, il cane usa maggiormente la visione laterale: non preoccuparti se non si gira spesso a guardarti dritto in volto, a lui basta un piccolo movimento per tenerti d’occhio! In questo articolo, parlo di altri motivi per cui i cani (soprattutto quelli sconosciuti) spesso evitano il nostro sguardo diretto.

Vicinanza e lontananza. I cani, essendo predatori, hanno sviluppato caratteristiche particolari nel corso della loro evoluzione.Prima di tutto vedono molto male da vicino: un oggetto, per essere messo a fuoco, deve essere più distante di 50 cm. Se provi a mettere a fuoco un oggetto vicino, noterai che riesci senza sforzo ad arrivare anche a 15cm, se non meno. Ma d’altra parte, hanno sviluppato una vista migliore sulle lunghe distanze. Durante un esperimento un cane riusciva a vedere il suo padrone a ben 2 km di distanza, ma con un piccolo aiuto. Infatti i nostri “predatori domestici” vedono molto meglio tutto ciò che è in movimento, mentre ignorano gli oggetti statici (si può parlare di “miopia” in un certo senso: ad un cane poco importa mettere bene a fuoco un bel paesaggio). Lo stesso cane dell’esperimento non riusciva a vedere il padrone a 300 metri di distanza, se questo restava immobile.Se invece si muoveva, le cose cambiavano sensibilmente. Quindi.. quando richiamI il tuo cane, sarai più interessante se ti muovi un poco.

Visione notturna. Un altro vantaggio dell’essere cani è vedere molto bene di notte. La luce, anche se molto debole, viene amplificata grazie alla grandezza maggiore di cornea e pupilla (rispetto all’uomo). Lo stesso avviene per i gatti, che hanno una visione nottturna ancora migliore (motivo per cui di notte si nota il classico effetto degli occhi felini (o canini) che riflettono la luce che si punta verso di essi). Al contrario l’uomo, nel corso della sua evoluzione, ha sviluppato una migliore visione diurna, arrivando a percepire la realtà in modo decisamente più colorato e dettagliato.

Colori. Ecco l’argomento su cui c’è più confusione.L’uomo vede tutta la gamma dei colori (a partire da blu, giallo, verde, rosso), mentre la vista canina è dicromatica. Questo significa che i cani vedono bene solo il giallo e il blu, come mostrato in figura, mentre sono incapaci di distinguere le tonalità che vanno dal verde al rosso(alcuni paragonano questo tipo di visione al daltonismo).Se, ad esempio, lanci una pallina gialla su un prato verde, al tuo cane può risultare molto difficile distinguerla. Allora come fa a recuperarla con sicurezza?

In realtà la vista non è il senso più importante per i cani. Anzi è decisamente superata dall’ olfatto. Se si considera anche l’udito, si nota come la percezione della realtà sia molto più complessa. Nel caso della pallina, il cane la individua prima di tutto perchè è in movimento (nel momento in cui viene lanciata). Se la pallina cade troppo distante ed è circondata dall’erba, il cane difficilmente riuscirà a trovarla affidandosi alla vista. Qui entra in gioco l’olfatto: la pallina ha trattenuto l’odore del padrone, pertanto non è particolarmente difficile distinguerla dal resto del terreno.

Riassumendo i cani hanno: un campo visivo più ampio; una migliore visione notturna; una grande sensibilità al movimento (anche a grandissime distanze); una scarsa percezione dei dettagli (soprattutto da molto vicino); una gamma di colori limitata al giallo e al blu (e sfumature varie); un’olfatto sviluppato, ben più importante ed utilizzato rispetto al senso della vista.

FONTE:http://uominiecani.wordpress.com/2013/07/17/vedere-il-mondo-attraverso-g...