CANI

I GIOCHI DI FIUTO

Per la crescita e lo sviluppo del cane il gioco è di fondamentale importanza. Scopri come divertirti con il tuo amico a quattro zampe e renderlo sano e felice.
Un’attività che piace molto ai cani e aiuta a rilassarli è sicuramente la ricerca olfattiva. I giochi di fiuto sono principalmente di 2 tipi:

1. Giochi in cui il cane interagisce con degli oggetti particolari che si possono realizzare da soli con i materiali che si hanno in casa.

Hai bisogno di:
crocchette o bocconcini, una scatola da scarpe con coperchio, un contenitore per giochi, cartoni avanzati (come i rotoli della carta igienica)
un rotolo di cartone lungo (come quelli della carta da cucina), scotch o nastro isolante, forbici, una vecchia cassettiera, nastri

Inserire delle crocchette o dei bocconcini in una scatola da scarpe e appoggiare il coperchio in diagonale in modo tale che annusando il cane lo sposti.
Appendere un contenitore per giochi con qualche crocchetta all’interno: vedere come fa il cane per prendere il contenuto.
Inserire qualcosa in un rotolo della carta igienica finito, chiudere ai bordi e vedere come farà il cane ad aprirlo.
Chiudere le estremità di un rotolo di cartone lungo con del nastro isolante, fare dei buchi abbastanza grandi con le forbici e inserire all’interno del tubo qualcosa che il cane vorrà far uscire facendo rotolare il tubo.
Posizionare delle crocchette nei cassetti, legare dei nastri ai cassetti della vecchia cassettiera per realizzare delle maniglie in modo tale che il cane li possa aprire.

2. Giochi in cui il cane deve andare alla ricerca di un oggetto o del cibo, molto divertenti da fare all’aperto ma anche in casa se si ha abbastanza spazio.
Insegnare al cane a cercare la pallina. Hai bisogno di una pallina e di un altro amico.

Un amico tiene il cane. Fargli vedere la pallina. Andare poco distante in un luogo che il cane non veda ma che sia semplice da trovare le prime volte, ad esempio la stanza accanto.
Ritornare e dare il comando: “Cerca palla!” mentre l’amico lascia libero il cane.
Ripetere e aumentare la difficoltà mettendo la palla in un luogo più lontano.
Nascondere un bastoncino da masticare in modo tale che quando il cane lo trova potrà masticarlo e rilassarsi.

Fonte:http://www.deabyday.tv/cuccioli/cani/video/1226/Divertirsi-col-proprio-c...

Giornata in spiaggia con il vostro cane

La "vita da spiaggia" non è esattamente l’ideale per il benessere del cane, ma con le dovute cautele e se si sa come muoversi si può organizzare una giornata tranquilla e serena in compagnia del nostro amico a quattro zampe anche tra gli ombrelloni.
Chi ha un cane è molto fortunato perché può portare sempre con sé il suo amico a quattro zampe. Il cane infatti, data l’indole particolare della sua specie, non solo ci segue senza fare storie ma è anche ben felice di farlo.

Questo significa che chi va al lago o al mare col suo cane potrebbe scoprire, suo malgrado, che portarselo dietro anche in spiaggia è quasi un obbligo per il suo benessere psichico. Senza contare che se il cane dovesse abbaiare o piangere per tutto il tempo in cui stiamo fuori, la vacanza dei vicini sarebbe rovinata e questi non esiterebbero, giustamente, a farcelo notare. Tuttavia, bisogna avere delle accortezze in più
Ecco dunque come muoversi e come organizzare la giornata in spiaggia con il proprio cane senza stress.

- Scegliete spiagge attrezzate: le spiagge adatte ad accogliere vacanzieri con animali al seguito sono la soluzione migliore perché danno la garanzia di avere tutto quanto può servire al cane nel tempo in cui starà in spiaggia: dalle fontanelle con acqua corrente alle docce per levargli terra e acqua salata dal pelo prima di tornare a casa o in albergo. Inoltre si è certi di avere intorno persone che hanno o amano cani abbastanza da capirne i bisogni e accettarne la presenza.
- Asciugamano e ombrellone anche per lui: garantirgli uno spazio d’ombra in cui stare, se ne ha voglia, è fondamentale per scongiurare colpi di calore o di sole a cui il cane è ancora più sensibile di noi. Oggi poi si trovano comodissime tende parasole fatte apposta per i cani, che sono leggere, compatta da trasportare e facili da aprire in spiaggia, anche in misure diverse a seconda della taglia del cane. Ricordatevi anche di una crema solare per loro da mettere su naso e orecchie se hanno pelo bianco.
- Mai senz’acqua: è importante che in spiaggia abbia la sua ciotola dell’acqua riempita di acqua sempre fresca e pulita anche per evitare che beva l’acqua di mare, causa di vomito e problemi intestinali per il cane.
- Qualche snack leggero: non dimenticatevi dei suoi premi, vi torneranno utili anche per non allungargli bocconi dal vostro cibo che non sono quasi mai adatti ai cani. Optate però per snack leggeri: se gradito qualche pezzo di frutta è l’ideale per un pomeriggio in spiaggia.
- Sempre sotto controllo: indipendentemente dall’amore per gli animali dei vostri vicini, il cane deve stare sempre al guinzaglio vicino a voi anche se ben addestrato e abituato a ubbidire al comando “resta”. La spiaggia infatti è un luogo pieno di distrazioni interessanti per il cane, ma anche di bambini e situazioni imprevedibili che potrebbero essere mal interpretate come minacciose dal nostro cane.
- Giochi tranquilli: immancabile qualche loro gioco da portare per farlo stare tranquillo sotto l’ombrello e per sgranchirsi le zampe. In ogni caso attenzione che per inseguire palline e giochi volanti non calpesti gli altri bagnanti.
- Paletta e sacchettini igienici per i suoi bisogni: non devono mai mancare perché anche nelle aree attrezzate per cani l'onere di pulire è sempre a carico del padrone.

Anche in acqua bisogna avere qualche cautela:

Attenzione ancora maggiore dovrà essere prestata al momento di entrare in acqua che si tratti di mare, lago o fiume.

- Mai a stomaco pieno: prima di farlo entrare in acqua assicuratevi che sia trascorso un tempo sufficiente dall’ultimo pasto. L’ideale è almeno quattro ore soprattutto se l’acqua è molto fredda come accade per laghi e torrenti di montagna.
- Riscaldamento prima di entrare: evitate comunque di farlo entrare “a freddo” dopo una giornata passata sdraiato al sole: fategli riscaldare un po’ i muscoli con qualche tiro della sua pallina.
- Non esagerare: ricordatevi che per un cane nuotare è molto faticoso, meglio quindi evitare che esageri troppo superando i suoi limiti, magari per la troppa foga di giocare con voi. Siate voi il suo metro per giudicare se e quanto può stare in acqua.
- Sempre sotto controllo anche in acqua: per i motivi appena visti e per il fatto che anche l’acqua può essere molto affollata e creare situazioni imprevedibili è bene tenere il proprio cane vicino a sé e non perderlo mai di vista.
- Occhio agli schizzi: uscite dall’acqua in un punto non affollato: la sua prima reazione sarà quella di scrollarsi ed è giusto evitare che lo faccia a discapito degli altri bagnanti.
- Doccia prima di tornare: soprattutto per chi è al mare non deve mai mancare una doccia salutare per togliergli di dosso sale e sabbia. Basterà semplice acqua corrente. Se invece ha la pelle molto delicata converrà usare anche uno shampoo specifico per cani subito se la spiaggia è attrezzata o al rientro.

Fonte:http://www.deabyday.tv/cuccioli/cani/guide/3634/Come-organizzare-la-gior...

Le preferenze musicali di cani e gatti: sì al blues, no al rock!

E' ormai un dato di fatto che cani e gatti amino la musica, ma fino ad adesso nessuno poteva stabilire con certezza quali fossero le loro preferenze in fatto di generi musicali. Ora, invece, grazie ad una ricerca dell’Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa animali e ambiente, si è scoperto che i gatti non sopportano il rock mentre i cani amano il blues e la musica classica.

Grazie agli oltre cento volontari che possiedono animali in casa, sono stati fatti ascoltare ai cani e ai gatti diversi tipi di musica, e sono emersi risultati interessanti; i mici sono risultati infastiditi dalla musica rock, punk e dark, mentre apparivano rilassati quando lo stereo suonava musica classica, jazz, blues e addirittura la musica pop alla Laura Pausini e alla Celine Dion.

Anche i cani hanno dimostrato di non gradire la musica punk e hard rock mentre hanno ben accettato rock, jazz e musica leggera; in ogni caso le note più apprezzate sono state quelle di classica e di blues.

Gusti raffinati insomma per i nostri amici pelosetti!!

E voi avete mai provato a fare ascoltare qualche canzone al vostro pet? Che reazione avete ottenuto?

L' Aspettativa di vita dei cani

I nostri cani hanno ormai raggiunto anche loro età medie di vita molto più elevate rispetto anche solo a una ventina d'anni fa.
Questo risultato è stato reso possibile da un sempre migliore tenore di vita e alimentazioni di alta qualità, e prevenzioni delle patologie grazie agli enormi passi avanti fatti dalla medicina veterinaria negli ultimi decenni.
Attualmente non è affatto inconsueto incontrare cani che riescono a superare tranquillamente i 15 anni di età.
- Quando si considera "anziano"
È comunque molto importante essere coscienti delle grandi differenze nella durata media della vita che ci possono essere tra razze diverse. Per i cani conta molto sia la taglia, per la quale sappiamo che mediamente
più un cane è piccolo e più ha una lunga aspettativa di vita, sia la razza; un animale di razza pura è sicuramente meno longevo rispetto ad un meticcio. Per cui per un cane meticcio di peso inferiore ai 10 kg ci si può
tranquillamente aspettare una vita media oltre i 15 anni, mentre per un cane tipo Alano ,San Bernardo, o comunque di razza pura gigante, è difficile poter sperare in una vita media di oltre 9-10 anni.
Gli studi scientifici veterinari internazionali hanno stabilito una sorta di barriera oltre la quale il nostro animale è da considerarsi avviato verso l'età anziana, e per convenzione è stata fissata intorno al settimo anno di età.
Questo vuole dire semplicemente che superata questa età, esattamente come per le persone oltre i 40-50 anni, diventa fondamentale occuparsi ancora più attivamente della salute ed in generale del benessere del proprio animale, al fine di garantirgli un prosieguo della vita il più lungo ed in salute possibile.
Dopo questa età la prevenzione diventa fondamentale e si esplica con visite mediche periodiche e più ravvicinate ed esami ad intervalli regolari per scoprire in tempo utile eventuali patologie gravi che possono colpire il nostro amico.
- Il settimo anno
È dunque questa l'età oltre la quale dobbiamo iniziare a considerare il nostro amico entrato nella "maturità". È fondamentale quindi da ora in poi portarlo a fare visite periodiche, almeno semestrali, e richiedere con una certa regolarità esami più approfonditi quali analisi del sangue per scoprire precocemente eventuali problemi (epatiti, insufficienze renali, tumori, ecc), ed eventuali elettrocardiogrammi e visite cardiologiche, per escludere patologie cardiache, sempre più frequenti.
- La prevenzione a casa
Consiste soprattutto nell'osservare e nel non sottovalutare i piccoli sintomi, come tosse, scarso appetito, affaticamento improvviso, modificazioni nello sporcare (aumento o diminuzione), pruriti improvvisi, … perché a questa età potrebbero essere i primi sintomi di qualche grave patologia. Inoltre è fondamentale impostare al nostro animale un'adeguata alimentazione seguendo esclusivamente le indicazioni del Veterinario.
- Cosa fare
È importante ricordarsi che i cani hanno una percezione del dolore molto diversa dalla nostra e soprattutto molto più limitata, per cui quando evidenziano sintomi di malessere, in genere significa che hanno sviluppato qualche patologia probabilmente già da tempo, con il rischio reale di non essere più in tempo per intervenire con cure efficaci.
L'unica reale possibilità è spesso la prevenzione, fatta di visite ed esami periodici effettuati regolarmente quando l'animale sembra sano!
Quindi, riassumendo, questi i nostri consigli:
• In clinica - almeno due volte all'anno chiedere al Veterinario una visita completa per il nostro amico e gli esami necessari alla valutazione del suo benessere.
• A casa - impostare per il nostro amico in età l'alimentazione che il Veterinario ha prescritto e tenere quotidianamente sotto controllo i suoi atteggiamenti.

FONTE: http://www.clinicaveterinariaeuropa.eu/cane_04.php

Cani in spiaggia… come bagnini!

Agli occhi dei cani può sembrare un gioco, ma per i bagnati significa una grande sicurezza: stiamo parlando dei cani-bagnino che durante i weekend di questa estate saliranno a bordo delle motovedette della Guardia Costiera in diverse città, come Genova, Trieste e Pescara.
I cani coinvolti in questo compito sono Terranova, Labrador e Golden Retriever; si tratta di razze che adorano stare in spiaggia e nuotare in mare, e da qualche tempo questa loro caratteristica è stata utilizzata per soccorrere chi si trova in difficoltà in acqua.
I cani-bagnino sono perfettamente addestrati ed i loro padroni sono tutti volontari della Protezione civile, mentre i cani della Scuola italiana cani salvataggio (www.canisalvataggio.it) vengono coinvolti nelle situazioni più difficili e pericolose: questi esemplari sono in grado di salvare anche tre o quattro persone alla volta!
Da chi nasce l’idea? Il primo ad insegnare ad un cane le tecniche di soccorso in mare, normalmente utilizzate dagli uomini della Guardia Costiera o dell’Aeronautica, fu il padrone di un Terranova, Ferruccio Pilenga, attualmente presidente della scuola e da anni volontario della Protezione civile.
I risultati dell’addestramento di Mass, il terranova di Pilenga, si sono rivelati sorprendenti, così che la sua attività è stata seguita da molti altri proprietari di Labrador o Golden Retriever: al momento la scuola vanta di un numero come 250 cani perfettamente addestrati ad addentrarsi tra le onde del mare da terra, dal motoscafo ed anche mediante operazioni in cui vengono calati dall’elicottero. Quest’ultima tecnica di soccorso è tra le più faticose, dal momento che lo spostamento dell’acqua a causa dell’elicottero rende difficile la visibilità.
I cani da salvataggio saranno presenti nell’estate 2014 su gran parte delle coste italiane, in particolare a Trieste, Venezia, Cagliari, Massa, Roma e in Sicilia. Le unità cinofile coinvolte hanno un brevetto che viene rilasciato dalla Sics rinnovato ogni anno.

FONTE: http://www.petsparadise.it/cane/cani-in-spiaggia-come-bagnini/

I nostri animali domestici soffrono di problemi alimentari come i padroni.

I nostri gatti e cani non possono cucinare secondo regimi alimentari equilibrati ma dipendono totalmente da quello che noi devoti padroni gli proponiamo nella ciotola.
L'allarme viene dall'Aidaa (associazione italiana per la difesa di animali e ambiente) che corre ai ripari per il troppo famoso vizio di allungare leccornie sotto il tavolo ai nostri compagni animali.
Non riusciamo a resistere agli occhioni languidi che ci guardano chiedendoci di condividere il nostro prelibato cibo con loro? Non ci può essere errore più fatale: l'essere permissivi rovina la salute dei nostri animali domestici e noi neanche ce ne accorgiamo. O forse sì, visto che, proprio come i loro padroni, se ingrassano, si vede. Va da sé che a un gatto o un cane già in evidente stato di obesità, concedere qualcosina di troppo non farà altro che peggiorare le cose. L’Aidaa, oltre all’allarme, dà anche un consiglio utile: portare il proprio fido dal veterinario per una visita di controllo può essere una buona pratica che può aiutare sia il nostro amico a quattro zampe che noi padroni, con un regime alimentare idoneo per curare l’obesità o il pericoloso sovrappeso. Senza contare che esistono degli alimenti che possono essere nocivi se non letali per gli animali domestici. Ad esempio cioccolato e caffè, anche in piccole dosi, sono potenzialmente tossici per il cane; le cipolle poi (molto usate in qualsiasi secondo piatto) possono essere pericolose per gatti e cani, per non parlare dell’aglio, dell’uvetta (quante volte avete dato un pezzettino di panettone al vostro fido?) e ovviamente gli alcolici.
Una nota particolare per l’avocado che contiene una sostanza tossica per il cane. Premiamo i nostri cani e gatti con delle fantastiche crocchette dietetiche: magari non hanno lo stesso sapore di una prelibatezza ma, a lungo andare, averli per il più tempo possibile con noi, ci ripagherà di tutti gli sforzi.

FONTE: http://www.giornaledibarga.it/index.html?pg=8&id=4948

IN PISCINA CON IL CANE!

Se non riuscite ad andare in spiaggia e neppure al lago, se avete appena il tempo di un bagno fuori città, se non volete lasciare a casa (senza aria condizionata) la vostra metà pelosa, ecco il posto giusto per questa estate.

E’ Dogland, il primo parco divertimenti per cani del Veneto, addirittura con piscina, aperto in via Rosa Luxemburg ad Albignasego, nel padovano.

Dogland nasce da un’idea dell’associazione Dogclub: è un grande parco studiato per il divertimento del cane e del suo padrone, che insieme possono svolgere numerose attività, specialmente educative, altrimenti difficili in parchi pubblici.

La struttura ha anche un’ampia piscina per cani e padroni, con sdraio e ombrellone, doccia e acqua rinfrescante.
Con la garanzia della presenza e della guida di istruttori professionisti, a Dogland si possono praticare tutti i principali svaghi cinofili come all’agility al disc dog (il frisbee coi cani) e al fly ball.

Dogland, inoltre, ha una partnership con la trattoria Milan-Stardust, che è proprio di fianco al parco: per il pranzo o uno spuntino padroni e cani sono i benvenuti.

Al momento il parco è aperto su prenotazione: 3338505757, facebook.com/padova.dogland.

Buon bagno.

FONTE: ttp://bacodaseta.wordpress.com/category/cani/page/2/

A TORINO NASCE IL PRIMO BAR PER CANI: IL BAU BAR

La chiamano rivoluzione pet-friendly, e da alcuni mesi è arrivata anche in Italia. Dall’ottobre scorso infatti, grazie a un accordo tra la Fipe (Federazione che raggruppa i piccoli esercizi italiani) e il Ministero della Salute, anche il nostro Paese si è adeguato a una normativa europea del 2004 che permette agli amici a quattro zampe di entrare in bar, ristoranti, pasticcerie e simili. Dopo spiagge e alberghi, il via libera all’ingresso di cani in locali pubblici si estende dunque ai 320 mila esercizi d’Italia.

Ma a Torino la rivoluzione pet-friendly sta prendendo ben altra forma. La prossima settimana inaugurerà infatti il primo Bar per cani in Italia. Si chiama Bau Bar e nasce dall’idea di due attenti ed esperti conoscitori del settore degli animali domestici: Cinzia e Marco Muzzi che dal 2007 gestiscono Cip-Ciop & Company, negozio specializzato per gli amici a quattro zampe.

Torino si afferma dunque tra le città che non solo amano gli animali, ma che pensano anche alle loro necessità seguendo un filone ormai del tutto internazionale. Lo testimonia la nuova apertura del primo ristorante per cani di Berlino raccontato ieri da Ilaria Morani sulle pagine del Corriere Cucina, o del The Branding Villa, il pub pet-friendly di Newcastle che già da alcuni anni non solo consente ai cani di frequentare i suoi locali, ma propone menù ad hoc con tanto di birra compresa. È poi di alcune settimane fa la notizia che nel mese di marzo aprirà sempre nel capoluogo piemontese il primo Cat cafè italiano: si chiamerà MiaGola Caffè e qui, dove si potranno consumare dalle colazioni all’aperitivo, si potranno anche accarezzare e coccolare durante l’arco della giornata sei gattini sottratti ai gattili. Anche in questo caso l’idea nasce da oltre i confini, visto il successo in Giappone e Taiwan e la fortuna di cat cafè a Vienna, Berlino, Budapest, Londra e Parigi.

Ma nel caso del Bau Bar la situazione è ancora diversa. “Qui daremo un servizio agli animali – spiega Marco Muzzi – e non li renderemo parte attiva del locale”. Il concetto è semplice: aprire un luogo che possa essere fruibile in egual misura dal padrone e dal proprio cane. Per questo sono stati studiati menù personalizzati per gli amici a quattro zampe ideali per il pranzo, per la colazione o per uno snack di mezza giornata con la possibilità di provare prodotti secchi e umidi e di avere consigli legati all’alimentazione canina. L’attenzione per la qualità è massima: verranno serviti solo prodotti naturali e anallergici con una particolare attenzione a quelle aziende meno conosciute alle masse, ma che si distinguono per l’artigianalità delle lavorazioni. “Tra i nostri prodotti di punta – commenta Cinzia Muzzi – abbiamo la gamma GreenFish della Marpet, azienda veneta che propone questa linea nutrizionale mono proteica e a basso rischio allergenico con caratteristiche uniche nel suo genere per l’utilizzo di piante officinali depurative e disintossicanti, ma conosciuta anche per usare solo le carni di pesce pescato e non di allevamento e di polli allevati a terra”.

E se al Bau Bar dunque i cani troveranno il loro spazio per degustare deliziosi spuntini, i padroni non avranno meno scelta. L’idea dei titolari del locale, che è adiacente al negozio per animali dove viene fornito anche un servizio di toelettatura professionale, è infatti quella di offrire un servizio di qualità anche nella gamma proposta per le persone. Per questo brioches, pasticceria e pane saranno freschi tutte le mattine (saranno acquistate da un artigiano di Torino), il caffè sarà quello Santacruz di San Germano Chisone (To), e non è escluso che dopo lo start up non ci si orienti alla vendita diretta di alcuni prodotti top della zona: “Il nostro intento – spiegano i coniugi Muzzi – è quello di arrivare a trattare prodotti freschi e genuini in grado di valorizzare la gastronomia locale come il burro e il latte fresco, la Toma di Lanzo, i torcetti e le paste di meliga tipici delle nostre valli, ma anche di proporre snack diversi dai classici panini e tramezzini. Un’idea che stiamo studiando è quella di offrire hot dog con wurstel artigianali bolliti e non grigliati simili a quelli che, per chi se lo ricorda, proponeva alcuni anni fa Castagno in via Andrea Doria a Torino”.

Il locale, che ha una mascotte d’eccezione (Kiss, un carlino di 5 anni), si trova in corso Francia 131/b a Torino e sarà aperto tutti i giorni, tranne la domenica, dalle ore 7.30 alle ore 19.30. Nel negozio comunicante (si parla in totale di oltre 130 metri quadrati di esposizione) continueranno la vendita di oggetti e prodotti per animali e il servizio di toelettatura che si può seguire in tempo reale grazie all’ampia vetrata che lo separa dal locale.

FONTE: http://kiteinnepal.com/2014/02/04/a-torino-nasce-il-primo-bar-per-cani/

CANI E GATTI – I BAMBINI SONO PIÙ SANI SE NE AVETE IN CASA

CONDIVIDERE LA CASA CON UN ANIMALE DOMESTICO STIMOLA IL SISTEMA IMMUNITARIO NEI BAMBINI. A dichiararlo un recente studio su bimbi finlandesi compiuto da ricercatori coadiuvati dai genitori dei piccoli. Sporco e microbi sembrerebbero difenderci da molte allergie, allontanando le infezioni alle alte vie respiratorie. “Genitori rilassatevi e concedete ai vostri figli l’esperienza unica di crescere accanto ad un amico a quattro zampe!”Condividere la casa con un animale domestico stimola il sistema immunitario nei bambini.Una nuova ricerca pubblicata a giugno su Pediatrics dimostra che i bambini che hanno vissuto, durante il primo anno di vita, a contatto con un animale domestico si ammalano meno frequentemente. Lo studio confema anche, che un ambiente troppo pulito non è un luogo ideale per i piccoli. Condividere la casa con un cane o un gatto può stimolare le difese immunitarie.
LO STUDIO INFATTI PROVA CHE LO SPORCO E I MICROBI portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo. I ricercatori europei hanno monitorato la salute di 397 bambini finlandesi nati tra il mese di settembre 2002 e il mese di maggio 2005. I genitori, dalla nona settimana in poi, avevano il compito di compilare un diario settimanale per documentare la salute dei propri figli; dovevano annotare se i bambini presentavano muco nel naso, se soffrivano di otiti, se avevano la gola arrossata, il sintomo della tosse o altre patologie legate all’apparato respiratorio e ovviamente dovevano anche scrivere l’eventuale somministrazione di antiobiotici.Quando i bambini hanno compiuto il primo anno , i genitori sono stati invitati a compilare un questionario. Dalla ricerca è emerso che i bimbi che vivono con i cani e i gatti sono più in salute rispetto ai bambini che non ne posseggono; ad esempio, i bambini cresciuti con i cani hanno il 44% di probabilità in meno di sviluppare infezioni all’orecchio e il 29% di probabilità in meno di dover usare antibiotici durante il primo anno di vita.Lo sporco ed i microbi portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo.Dalla ricerca è anche emerso che la percentuale aumenta se gli animali vivono in casa meno ore; le famiglie, ad esempio, in cui i gatti erano presenti dentro casa per almeno 16 ore al giorno, hanno avuto bambini sani per il 70,8% del tempo, mentre nelle case in cui i gatti erano dentro per meno di sei ore al giorno è stato rilevato che i figli erano sani per il 78,2% del tempo, mentre i piccoli, invece, nati e vissuti in famiglie senza gatti solo il 66,1%.
UN QUADRO SIMILE SI E’ DELINEATO anche nelle famiglie in cui i cani erano presenti per meno di 6 ore al giorno; la ricerca ha dimostrato che questi bambini non hanno contratto malattie per il 75,7% del tempo contro il 72,2% dei piccoli vissuti con cani sempre presenti in casa mentre, i bambini cresciuti senza cani non si sono ammalati per il 64,8% del tempo.La spiegazione fornita dai ricercatori è che gli animali che hanno passato più tempo all’aria aperta hanno portato più sporco nelle case concedendo ai bambini l’opportunità di stare più a stretto contatto con esso. La continua esposizione ha permesso al loro sistema immunitario di svilupparsi più velocemente di quanto normalmente si svilupperebbe.”Il continuo contatto con gli animali domestici nei primi mesi di vita riesce a stimolare il sistema immunitario nella lotta contro le infezioni“Fino ad ora gli studi per verificare quanto gli animali domestici influenzano la salute umana sono stati concentrati sulle allergie e non sulle malattie”, ha dichiarato l’attuale presidente del Dipartimento di Pediatria presso il Saint John’s Hospital a Santa Monica, la Dr. Danelle Fisher, che non era coinvolta nella ricerca. “È chiaro – ha continuato la Fisher – che il continuo contatto con gli animali domestici nei primi mesi di vita riesce a stimolare il sistema immunitario nella lotta contro le infezioni”.
UNA PRECEDENTE RICERCA della University of California, San Francisco, presentata il 19 giugno al meeting annuale dell’American Society for Microbiology, ha mostrato che nelle case in cui sono presenti cani vi sono delle polveri che sembrano proteggere i neonati dal Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), il virus stagionale responsabile di numerose affezioni delle vie aeree del bambino; secondo la ricerca esiste una stretta correlazione tra l’infezione da VRS e l’asma infantile.Le nuove scoperte potrebbero placare l’ansia di genitori troppo ansiosi e contro la convivenza del proprio figlio con un animale domestico. Il consiglio elargito sempre dalla Fisher a questa tipologia di genitori è di tenere un cane o un gatto dentro casa perché preserva da molte allergie; grazie a questi ultimi studi, la dottoressa sente di poter affermare con molta tranquillità che, i bambini hanno meno probabilità di infezioni alle alte vie respiratorie nel primo anno di vita se vivono con un animale domestico.

FONTE: http://pianetablunews.wordpress.com/2014/01/24/cani-e-gatti-i-bambini-so...

VEDERE IL MONDO... ATTRAVERSO GLI OCCHI DI UN CANE

Sapere in che modo vedono i cani è utile per comprenderli meglio e accettare la loro diversità.
Allora come vedono? Di certo non vedono in bianco e nero, come vorrebbe una diffusa leggenda metropolitana.Le differenze sono più di una....

Campo visivo.Il cane ha un campo visivo maggiore rispetto all’uomo. Chiaramente tutto ciò dipende anche dalla razza: il levriero può raggiungere addirittura i 270°, a causa della posizione laterale degli occhi. Ma se si pensa che esistono cani con il muso schiacciato come il Carlino e il Boxer, questo aspetto varia davvero molto. Tralasciando le differenze dovute a situazioni estreme, il cane medio arriva a 250° (contro i nostri miseri 180°). Mentre noi ruotiamo spesso la testa per guardare intorno a noi, il cane usa maggiormente la visione laterale: non preoccuparti se non si gira spesso a guardarti dritto in volto, a lui basta un piccolo movimento per tenerti d’occhio! In questo articolo, parlo di altri motivi per cui i cani (soprattutto quelli sconosciuti) spesso evitano il nostro sguardo diretto.

Vicinanza e lontananza. I cani, essendo predatori, hanno sviluppato caratteristiche particolari nel corso della loro evoluzione.Prima di tutto vedono molto male da vicino: un oggetto, per essere messo a fuoco, deve essere più distante di 50 cm. Se provi a mettere a fuoco un oggetto vicino, noterai che riesci senza sforzo ad arrivare anche a 15cm, se non meno. Ma d’altra parte, hanno sviluppato una vista migliore sulle lunghe distanze. Durante un esperimento un cane riusciva a vedere il suo padrone a ben 2 km di distanza, ma con un piccolo aiuto. Infatti i nostri “predatori domestici” vedono molto meglio tutto ciò che è in movimento, mentre ignorano gli oggetti statici (si può parlare di “miopia” in un certo senso: ad un cane poco importa mettere bene a fuoco un bel paesaggio). Lo stesso cane dell’esperimento non riusciva a vedere il padrone a 300 metri di distanza, se questo restava immobile.Se invece si muoveva, le cose cambiavano sensibilmente. Quindi.. quando richiamI il tuo cane, sarai più interessante se ti muovi un poco.

Visione notturna. Un altro vantaggio dell’essere cani è vedere molto bene di notte. La luce, anche se molto debole, viene amplificata grazie alla grandezza maggiore di cornea e pupilla (rispetto all’uomo). Lo stesso avviene per i gatti, che hanno una visione nottturna ancora migliore (motivo per cui di notte si nota il classico effetto degli occhi felini (o canini) che riflettono la luce che si punta verso di essi). Al contrario l’uomo, nel corso della sua evoluzione, ha sviluppato una migliore visione diurna, arrivando a percepire la realtà in modo decisamente più colorato e dettagliato.

Colori. Ecco l’argomento su cui c’è più confusione.L’uomo vede tutta la gamma dei colori (a partire da blu, giallo, verde, rosso), mentre la vista canina è dicromatica. Questo significa che i cani vedono bene solo il giallo e il blu, come mostrato in figura, mentre sono incapaci di distinguere le tonalità che vanno dal verde al rosso(alcuni paragonano questo tipo di visione al daltonismo).Se, ad esempio, lanci una pallina gialla su un prato verde, al tuo cane può risultare molto difficile distinguerla. Allora come fa a recuperarla con sicurezza?

In realtà la vista non è il senso più importante per i cani. Anzi è decisamente superata dall’ olfatto. Se si considera anche l’udito, si nota come la percezione della realtà sia molto più complessa. Nel caso della pallina, il cane la individua prima di tutto perchè è in movimento (nel momento in cui viene lanciata). Se la pallina cade troppo distante ed è circondata dall’erba, il cane difficilmente riuscirà a trovarla affidandosi alla vista. Qui entra in gioco l’olfatto: la pallina ha trattenuto l’odore del padrone, pertanto non è particolarmente difficile distinguerla dal resto del terreno.

Riassumendo i cani hanno: un campo visivo più ampio; una migliore visione notturna; una grande sensibilità al movimento (anche a grandissime distanze); una scarsa percezione dei dettagli (soprattutto da molto vicino); una gamma di colori limitata al giallo e al blu (e sfumature varie); un’olfatto sviluppato, ben più importante ed utilizzato rispetto al senso della vista.

FONTE:http://uominiecani.wordpress.com/2013/07/17/vedere-il-mondo-attraverso-g...

COME NON FARSI MORDERE DAL CANE!

Questo è un piccolo “vademecum” di regolette sull’approccio al cane, sull’educazione corretta da dargli, sui segnali che lui ci invia e che noi dovremmo imparare a leggere.
Ma ora, poiché la materia è vasta, non dilunghiamoci troppo in preamboli e iniziamo subito dicendo che:
a) QUALSIASI CANE PUO’ MORDERE.
Non perché sia “cattivo”o “impazzisca”, non perché appartenga ad una presunta “razza pericolosa” e – a volte – neppure perché non sia stato educato in modo corretto.
Il cane può mordere perché è un cane. Perché la bocca è il suo principale mezzo di espressione e la sua unica arma di difesa. E' stato fornito da Madre Natura di una dentatura particolarmente efficace, essendo – in natura – un predatore che deve afferrare ed uccidere le proprie prede proprio con i denti.
Anche il cagnolino di piccola taglia, in rapporto alle sue dimensioni, avrà sempre una dentatura di tutto rispetto: e per quanto non possa, magari, ferire gravemente un uomo, prendere una dentata da lui non sarà affatto piacevole. Quindi non sottovalutiamo MAI i denti di nessun cane, specie quando vengono “messi alla prova” dai bambini che sono contemporaneamente i peggiori stuzzicatori-provocatori del mondo e dei piccoli Puffi che avranno spesso la faccia a portata di muso nel cane.
b) NORMALMENTE, IL CANE NON MORDE LE PERSONE.
Perchè è stato allevato dall’uomo, perché ha ricevuto l’impregnazione che gli fa pensare a noi come a suoi conspecifici e quindi membri della sua stessa società, e i membri della stessa società non si sbranano tra loro: per di più il cane, mediamente, non si sente in forte competizione con l’uomo. Non c’è competitività sessuale, per esempio (causa frequente di risse intraspecifiche); non c’è competitività sul cibo; è raro che ci interessino le stesse cose e che quindi lui si senta in dovere di combattere per possessività. Insomma, il cane solitamente non morde l’uomo perché nessun cane, di nessuna razza, ha nel suo DNA un’aggressività immotivata. A differenza dell’uomo, nessun cane aggredisce “per il gusto di farlo”, per divertimento, in una parola per crudeltà mentale.
c) SE UN CANE MORDE, UN MOTIVO C’E‘ SEMPRE.
Ripeto: s-e-m-p-r-e. Il fatto che noi non siamo in grado di individuarlo non significa che non ci sia. Di solito, però, il cane morde per motivi facilmente comprensibili, se solo si prova a ragionare per un attimo con la sua testa.
d) CI SONO CANI PIU’ “PRONTI” AL MORSO DI ALTRI
…e su questo non ci piove. Il cane più reattivo, quello con la soglia di tolleranza più bassa, quello che ha già vissuto esperienze sgradevoli e quindi “mette le zampe avanti” (anzi, in questo caso i denti, più che le zampe) esistono. Esistono anche razze più reattive di altre (ciò non significa, “più aggressive”o “più pericolose”), perché la reattività è semplicemente la prontezza con la quale il cane reagisce ad uno stimolo.
Tutti i cani molto veloci nell’esecuzione di un ordine, per esempio, saranno anche cani che ci metteranno molto meno di altri a mordere, se decidono che è il caso di farlo.

COME NON FARSI MORDERE
Il modo corretto per approcciare-salutare un cane consiste nell’evitare di guardarlo negli occhi, nell’avvicinarsi a lui lateralmente e non frontalmente, nel porgergli il fianco o il lato posteriore, nell’aspettare che sia lui a scegliere il momento di avvicinarsi e nel coccolarlo sempre e solo toccandogli i lati del muso e del corpo, oppure la groppa.
Altre cose da evitare sono, le fughe e le reazioni isteriche, il mancato rispetto degli spazi: non si deve entrare in un territorio protetto da un cane, ma non si deve neanche buttarglisi addosso per coccolarlo, invadendo il suo spazio personale ed ignorando la distanza di sicurezza che il cane tende a mantenere verso qualsiasi sconosciuto, almeno finché questi non ha manifestato chiaramente le proprie intenzioni. Infine, è corretto porgergli una mano da annusare, ma a debita distanza, in modo che sia il cane ad avvicinarsi e non noi ad invadere i suoi spazi.

SEGNALI DI STRESS E DI PRE-AGGRESSIONE
Sarebbe fortemente opportuno che tutti imparassero a capire i segnali che il cane manda quando è spaventato, irritato o semplicemente scocciato dalla nostra presenza o dal nostro modo di fare.
Conosciamo i segnali di minaccia evidenti: oltre all’abbaio e al ringhio, l’irrigidimento del corpo e degli arti, lo sguardo fisso e vitreo, il portamento della coda alto e fisso.
Ma questi sono solo una minima parte del loro linguaggio: esistono segnali meno “clamorosi”, ma evidenti per chi li sa leggere, che TUTTI i cani emettono per dire “basta così, grazie, mi stai scocciando”.
Per esempio, TUTTI i cani, anche quelli “con la faccia da poker”, assai poco espressivi, inviano i cosiddetti segnali calmanti (calming signals), che sono stati codificati da Turid Rugaas in 27 posture o movimenti diversi. Dei calming signals in generale tratteremo meglio in un articolo a parte, ma ora citiamo, però, quelli che sono indice di chiaro e inequivocabile disagio o stress (e che quindi possono preludere a un attacco, qualora vengano ignorati):
a) sbadigliare;
b) leccarsi il naso o le labbra (ATTENZIONE: questo è un segnale di cui i cani fanno un uso continuo, quando si sentono a disagio. E’ facile da leggere e capire, perché è molto “visibile” e perché ne fanno uso veramente tutti. L’importante è che non si scambi questo segnale per un “tentativo di dare bacini”, perché questo fraintendimento può portare veramente a guai seri);
c) sbattere le palpebre, in una sorta di “ammiccamento” che a sua volta viene spesso frainteso;
d) distogliere lo sguardo e/o voltare la testa.
(di Valeria Rossi)

FONTE: http://www.cinofollia.it/articoli-informativi/come-farsi-o-non-farsi-mor...

TOELETTATURA DEL CANE

Come per noi sono fondamentali la cura dei capelli e l'igiene del corpo così anche per il cane la toelettatura non è considerata da meno. Toelettare un cane non significa solo spazzolargli accuratamente il pelo ma eseguire anche tutte quelle operazioni d'igiene periodica che sono il taglio delle unghie, la pulizia di orecchie e contorno occhi, la cura dei denti e il bagno. L'animale va abituato fin da cucciolo alla toelettatura, solamente in questo modo la prenderà come pratica normale vivendo positivamente quei momenti di contatto fisico con il padrone.
- Il taglio delle unghie, anche se va eseguito con cadenza inferiore rispetto alle altre, rappresenta forse l'operazione più delicata per il fatto che alla base delle stesse si trovano vasi sanguigni e terminazioni nervose. Come ci si regola dunque? Per quanto riguarda le unghie chiare, la trasparenza permette di vedere dove comincia la parte irrorata dal sangue e pertanto e sufficiente tagliare con il tronchesino a ghigliottina 3-4 mm. sopra il "rosa", la faccenda si complica un po' con le unghie pigmentate (nere). E' questione di prenderci la mano: le prime volte lo farete eseguire dal vostro veterinario e in seguito, prendendo le opportune misure, potrete farlo da soli. Importantissimo è ricordarsi delle unghie degli eventuali speroni, in quanto essendo sempre sollevate da terra, crescono di continuo senza mai consumarsi e potrebbero pericolosamente impigliarsi a vicenda.
- La pulizia delle orecchie è d'obbligo. L'orecchio del cane è anatomicamente predisposto per le otiti e successivamente, durante l'età avanzata, anche per la sordità. Ben protetto da un abbondante padiglione ha purtroppo il difetto di non essere molto "arieggiato" favorendo in questo modo la proliferazione batterica. Di riscontro esso produce notevoli quantità di cerume il quale va necessariamente rimosso. Un metodo economico e alla portata di tutti è quello di usare un batuffolo di cotone imbevuto con una goccia di olio di vaselina. Inoltre, se nel condotto uditivo si forma un eccesso di peluria, sarà utile rimuoverla, strappando in modo deciso piccoli ciuffi di pelo per volta. La pulizia delle orecchie andrebbe eseguita non meno di una volta alla settimana. Il cane con le orecchie sporche o doloranti segnalerà il suo fastidio con energiche scrollate di capo il che comporta spesso un copioso lancio di bave a 360°, magari sulle pareti e i soffitti di casa. Il cane di questa razza avendo per sua costituzione la congiuntiva abbastanza esposta, produce discrete quantità di secrezioni lacrimali le quali insieme alla sporcizia si accumulano frequentemente sotto l'angolo interno dell'occhio con rischio di fermentazioni ed infezioni. Diventa perciò indispensabile una quasi quotidiana pulizia del contorno degli occhi, pratica semplice e veloce da eseguirsi con un panno morbido (anche panno carta) imbevuto con un liquido non aggressivo (acqua tiepida, camomilla, acqua borica).

"Spazzolare, spazzolare, spazzolare!" vi raccomanderanno sempre i toelettatori professionisti. La corretta e costante spazzolatura del mantello sono la base di una buona toelettatura. Con essa otterremo innanzitutto un miglioramento dell'aspetto del mantello e in più, altri benefici per la salute dell'animale come la stimolazione della circolazione sanguigna cutanea, la distribuzione omogenea del grasso naturale protettivo del pelo e la rimozione di gran parte dello sporco e dei peli morti.
La dotazione indispensabile per mantenere il pelo del cane nelle migliori condizioni è formata dai seguenti attrezzi:

-Spazzola a setole dure;
-Spazzola cardatrice o cardatore;
-Pettine di ferro a denti larghi;
-Forbici per sfoltire e forbicine a punte arrotondate;
-Tronchesino per le unghie.

Il mantello del cane è costituito da diversi tipi di pelo. In ciascun follicolo pilifero esiste un pelo principale, più grosso e lucido, che è quello che va a formare il mantello visibile esternamente ed alcuni peli secondari, più corti e lanigginosi, chiamati anche sottopelo. Spazzolare e pettinare in maniera corretta può risultare non semplicissimo, in modo particolare, per i folti mantelli della varietà a pelo lungo.
Al fine di ottenere i risultati migliori, io consiglio il seguente protocollo di procedimento:

1) Pettine di ferro a denti larghi
Normalmente si parte usando questo attrezzo, in modo tale da sciogliere i grovigli e togliere la parte più consistente di pelo morto. Dovrà essere adoperato in modo abbastanza energico seguendo il verso dei torrenti piliferi. Può andar bene anche il pratico tipo a "rastrello" con impugnatura più maneggevole.

2) Cardatore
Il metodo da seguire è quello di spazzolare il mantello più in profondità possibile, facendo attenzione a non "grattare" troppo sulla cute ed evitando così noiose irritazioni. Per questo motivo, è preferibile usare i nuovi cardatori con le punte arrotondate o rivestite con capocchie di plastica dura (tipo fiammifero). Bisognerà procedere lavorando su piccole aree per volta, tenendo saldamente fermo il mantello con una mano e spazzolandolo con l'altra. Si comincerà dalla testa e orecchie passando successivamente al tronco e terminando con arti e coda.

3) Spazzola a setole dure
Come finitura (anche se spesso si salta questa fase) bisognerebbe usare una buona spazzola a setole dure che saranno lunghe e rade per i manti a pelo lungo e più corte e compatte per i manti a pelo corto. Insostituibile per questi ultimi, rappresenta comunque l'attrezzo più indicato per pettinare i peli corti del muso.

Tutte le operazioni suddette dovranno essere eseguite almeno con cadenza settimanale, intensificando la frequenza durante i periodi di muta.

FONTE; http://www.difossombrone.it/igienedelcane/main08toelettatura.htm