GATTI

Le preferenze musicali di cani e gatti: sì al blues, no al rock!

E' ormai un dato di fatto che cani e gatti amino la musica, ma fino ad adesso nessuno poteva stabilire con certezza quali fossero le loro preferenze in fatto di generi musicali. Ora, invece, grazie ad una ricerca dell’Aidaa, l’Associazione italiana per la difesa animali e ambiente, si è scoperto che i gatti non sopportano il rock mentre i cani amano il blues e la musica classica.

Grazie agli oltre cento volontari che possiedono animali in casa, sono stati fatti ascoltare ai cani e ai gatti diversi tipi di musica, e sono emersi risultati interessanti; i mici sono risultati infastiditi dalla musica rock, punk e dark, mentre apparivano rilassati quando lo stereo suonava musica classica, jazz, blues e addirittura la musica pop alla Laura Pausini e alla Celine Dion.

Anche i cani hanno dimostrato di non gradire la musica punk e hard rock mentre hanno ben accettato rock, jazz e musica leggera; in ogni caso le note più apprezzate sono state quelle di classica e di blues.

Gusti raffinati insomma per i nostri amici pelosetti!!

E voi avete mai provato a fare ascoltare qualche canzone al vostro pet? Che reazione avete ottenuto?

I nostri animali domestici soffrono di problemi alimentari come i padroni.

I nostri gatti e cani non possono cucinare secondo regimi alimentari equilibrati ma dipendono totalmente da quello che noi devoti padroni gli proponiamo nella ciotola.
L'allarme viene dall'Aidaa (associazione italiana per la difesa di animali e ambiente) che corre ai ripari per il troppo famoso vizio di allungare leccornie sotto il tavolo ai nostri compagni animali.
Non riusciamo a resistere agli occhioni languidi che ci guardano chiedendoci di condividere il nostro prelibato cibo con loro? Non ci può essere errore più fatale: l'essere permissivi rovina la salute dei nostri animali domestici e noi neanche ce ne accorgiamo. O forse sì, visto che, proprio come i loro padroni, se ingrassano, si vede. Va da sé che a un gatto o un cane già in evidente stato di obesità, concedere qualcosina di troppo non farà altro che peggiorare le cose. L’Aidaa, oltre all’allarme, dà anche un consiglio utile: portare il proprio fido dal veterinario per una visita di controllo può essere una buona pratica che può aiutare sia il nostro amico a quattro zampe che noi padroni, con un regime alimentare idoneo per curare l’obesità o il pericoloso sovrappeso. Senza contare che esistono degli alimenti che possono essere nocivi se non letali per gli animali domestici. Ad esempio cioccolato e caffè, anche in piccole dosi, sono potenzialmente tossici per il cane; le cipolle poi (molto usate in qualsiasi secondo piatto) possono essere pericolose per gatti e cani, per non parlare dell’aglio, dell’uvetta (quante volte avete dato un pezzettino di panettone al vostro fido?) e ovviamente gli alcolici.
Una nota particolare per l’avocado che contiene una sostanza tossica per il cane. Premiamo i nostri cani e gatti con delle fantastiche crocchette dietetiche: magari non hanno lo stesso sapore di una prelibatezza ma, a lungo andare, averli per il più tempo possibile con noi, ci ripagherà di tutti gli sforzi.

FONTE: http://www.giornaledibarga.it/index.html?pg=8&id=4948

ALIMENTAZIONE DEL GATTO - PRINCIPI NUTRITIVI DI CUI HA BISOGNO

Per crescere, avere un mantello liscio e brillante, mantenersi attivo, in buona salute e riprodursi, il vostro gatto ha bisogno ogni giorno di un’alimentazione completa ed equilibrata. In altri termini, deve assumere un alimento che contenga tutti i principi nutritivi in quantità sufficiente a soddisfare i suoi fabbisogni nutrizionali. Questi bisogni possono essere di diverse decine di grammi di proteine o anche meno di un milligrammo di rame, ma la mancanza di uno e dell’altro comporta, a lungo termine, serie conseguenze per la salute del vostro gatto. Il vostro gatto è un carnivoro, ovvero si adatta perfettamente a un regime alimentare costituito da roditori e piccole prede di cui il cugino selvatico si nutre abitualmente. Tollera perfettamente regimi alimentari ricchi sia proteine animali (pollame, carne bovina, pesce…) si di grassi (grasso e olio). Contrariamente, digerisce con difficoltà l’amido (riso, mais), a meno che non gli venga somministrato in piccole quantità e molto cotto.
I gatti devono inoltre trovare assolutamente nel loro regime alimentare dei principi attivi quali la taurina e l’arginina (due aminoacidi), l’acido arachidonico (un acido grasso essenziale), la vitamina A e la niacina (una vitamina del gruppo B). Tali particolarità dimostrano che è fortemente sconsigliato offrire ad un gatto alimenti per cani, che sono spesso troppo poveri di proteine e di grassi e troppo ricchi di amido,inoltre contengono poca taurina e quindi non soddisferebbe i fabbisogni del gatto.
Il gatto può mangiare una volta al giorno, ma preferisce spiluccare in più momenti. Se il cibo non gli piace, può digiunare per diversi giorni, con gravi conseguenze sulla salute del vostro micio ed è quindi importante assicurarsi che mangi come si deve.
Se vive gran parte della giornata all’aria aperta, lo vedrete tornare a casa puntualmente all’ora di pranzo o della cena, per consumare il suo pasto giornaliero.
Quando si tratta di mangiare, i gatti non sono mai tanto affamati da precipitarsi in modo scomposto verso la ciotola e non finiscono mai completamente la porzione. Tuttavia l’ora del pasto è, nel corso della giornata, il momento che risveglia la loro massima curiosità. Diventano più socievoli, ci lasciano intendere che siamo riusciti a catturare la loro attenzione e, in qualche caso, riescono persino a dimostrare il loro affetto e la gratitudine per il pasto offerto. Se però, la pappa offerta non è all’altezza delle loro aspettative dobbiamo aspettarci uno sguardo sdegnoso.
Per mantenere sano il vostro gatto non dovete viziarlo nella dieta quotidiana. Non è saggio assecondarlo troppo nei suoi gusti con la scusa “non mangia altro”, perchè lo squilibrio del regime dietetico potrebbe compromettere seriamente il suo futuro stato di salute. Uno dei fattori più importanti per evitare gli eventuali danni dovuti all’iperalimentazione è l’attività fisica, che ogni animale dovrebbe fare, in particolar modo i mici troppo sedentari.
Sembrerà strano ma anche l’acqua è un alimento. Bisogna lasciare sempre a disposizione del gatto una ciotola di acqua fresca.

FONTE: http://www.lacucciamonfalcone.it/?page_id=105

PERCHE' AI GATTI PIACE COSI' TANTO MAGIARE PESCE?

I gatti sono addomesticati da millenni ed è naturale che questo abbia influenzato le loro abitudini alimentari.
Oltre al pesce, i gatti amano infatti anche il latte, un alimento che un gatto selvatico adulto ha davvero ben poche possibilità di procacciarsi.
Diodoro Siculo, uno storico greco vissuto nel I secolo a.C., racconta che, già nell’antico Egitto, i gatti venivano nutriti con pane,latte e con pesci crudi appena pescati nel Nilo.
Da allora generazioni di possessori di gatti hanno continuato a nutrirli con pesce, tanto che i piccoli nati in cattività mostrano di apprezzarlo fin dallo svezzamento.
Probabilmente però il gusto del pesce non è del tutto estraneo neppure ai gatti selvatici che vivono vicino a un corso d’acqua. È infatti naturale per un gatto che vede un pesce che si muove nell’acqua cercare di catturarlo.
Nelle regioni montuose della Turchia sud-orientale, esiste addirittura una razza di gatto, il Van turco, costituita da abilissimi nuotatori che basano la loro dieta appunto sul pesce del lago Van.
Chiunque abbia un gatto avrà notato quanto siano ghiotti di questo alimento e questa è una gran fortuna, perchè da studi recenti sembra che il pesce sia molto utile alla vista,
al pelo, ai reni e all'intelligenza dei nostri amici,oltre alle note caratteristiche benefiche degli omega 3.
Quindi in conclusione fate bene a dare del pesce al vostro gatto,però ricordate è sempre meglio darglielo cotto e variarne il tipo (salmone,sgombro,tonno),
alternandolo con la carne che è comunque necessaria per una corretta alimentazione dei felini.

FONTE: https://sites.google.com/site/gattiamici/informazione-e-curiosita-sui-ga...

IL COLORE DEL PELO PUO' DETERMINARE IL TEMPERAMENTO DI UN GATTO

Poiché sia il colore del pelo che il temperamento di un gatto sono tratti ereditari, è possibile che tra loro ci sia un collegamento. Le prove aneddotiche fornite da veterinari, allevatori e proprietari di gatti, insieme ad alcuni studi, supportano la tesi secondo la quale esisterebbe un’associazione tra colore del pelo del gatto e temperamento. Tuttavia, si tratta solo di tendenze che hanno molte eccezioni.

Personalità dei gatti bianchi
In passato si credeva che i gatti dal manto bianco fossero timidi o poco brillanti, ma questa era semplicemente un’errata interpretazione del loro comportamento, dato che i gatti bianchi (in particolare quelli con gli occhi azzurri) sono spesso sordi.
Quando questi gatti sembravano incapaci di imparare i loro nomi o di rispondere adeguatamente ai rumori forti, i proprietari erroneamente supponevano che fossero poco intelligenti o troppo spaventati per reagire.
In generale si può dire che il temperamento dei gatti dal pelo bianco sia misto: ad esempio, si ritiene che i gatti persiani bianchi siano calmi e pacifici, e i British Shorthair bianchi siano amichevoli e socievoli.

Personalità dei gatti rossi, arancioni e crema
Come per i gatti bianchi, anche il temperamento dei gatti rossi, crema e arancioni è misto. Alcune indagini condotte su gatti dal manto rosso e crema hanno riscontrato un temperamento tendenzialmente rilassato e pacato, mentre altre hanno riscontrato che i gatti in questione (in particolare arancioni) hanno un temperamento di fuoco, imprevedibile e meno amichevole. Quest’ultima tesi risulta supportata anche da uno studio condotto da Ledger & O’Farrell (1996): i gatti rossi, arancioni e crema mostrano un temperamento più aggressivo, opponendo più resistenza quando catturati o presi in braccio dagli sconosciuti.
Pontier (1995) ha suggerito che il gene associato al pelo arancione può essere collegato ad una maggiore aggressività nei maschi. Natoli e DeVito (2001) hanno teorizzato che questo può essere uno dei motivi per cui i gatti arancioni sono relativamente rari in colonie urbane di gatti selvatici rispetto ai più accomodanti gatti neri e bianco/neri. Dato che i gatti di sesso femminile sono promiscui, in grandi colonie affollate, i maschi che sono disposti ad attendere il loro turno avranno maggiore successo riproduttivo rispetto a quelli che perdono il loro tempo ed energia nella lotta.

Personalità dei gatti con il manto colorato a chiazze
I temperamenti dei gatti con marcature a chiazze nelle tonalità del rosso, marrone, bianco e crema possono differire a seconda della razza. Alcuni studi hanno evidenziato come i Persiani chiazzati abbiano un temperamento materno, calmo e dolce, mentre i British Shorthair chiazzati sembrano essere arguti, capricciosi e vivaci. Un allevatore nel suo tarttato, Mr George Ware, descrive i gatti con il manto così colorato come gentili e amichevoli, nella maggior parte dei casi, e osserva che essi hanno la tendenza a mangiare troppo e diventare sovrappeso.

Personalità dei gatti dal manto tigrato
Si ritiene in generale che i gatti con le marcature tigrate tendano ad essere di buon carattere, affabili, amanti della casa e languidi. Il Soriano, nello specifico, pare essere solitamente amichevole, rilassato e un po’ pigro.

Personalità dei gatti con il manto con punti di colore
I gatti con punti di colore sul manto, come ad esempio il Siamese, tendono ad essere estroversi, vivaci, curiosi, intelligenti, loquaci e molto attivi.

Personalità dei gatti grigi
Il colore del pelo blu-grigio è associato a un temperamento tranquillo e dolce. E’ pensiero comune che i gatti dal pelo grigio siano affettuosi, tranquilli, calmi e gentili, anche se il blu con toni crema sembra essere prerogativa di un temperamento maggiormente vivace.

Personalità dei gatti neri
Le caratteristiche che più frequentemente sono state associate ai gatti dal pelo nero riguardano sentimenti di buon carattere: amicizia, lealtà, caparbietà. Nel caso di gatti neri e bianchi, i sondaggi indicano che il loro temperamento è solitamente placido e cordiale, e i gatti in questione hanno la tendenza ad essere vagabondi, se è loro consentito di vivere all’aperto.
La ricerca indica che pelo nero può anche essere associato a benefici per la salute. Gli studi genetici condotti presso l’US National Cancer Institute hanno messo in relazione pelo nero con una famiglia di geni coinvolti in una serie di malattie: il che suggerisce che i gatti neri possono essere più resistenti a determinate malattie. Questa teoria è supportata dal fatto che i gatti neri e bianchi e neri sono senza dubbio i più comuni, e più abbondanti, rispetto a quelli con altri colori della pelliccia, in colonie di gatti selvatici in cui la resistenza al virus sarebbe particolarmente utile, poiché la stretta vicinanza con gli altri animali può facilmente diffondere malattie.

FONTE: http://accessorigatti.com/blog/curiosita/colore-del-pelo-nel-gatto/

COME VIAGGIARE IN AUTO CON IL VOSTRO GATTO

Viaggiare in auto, (anche solo per un breve tragitto, per andare dal veterinario), può essere molto disturbante per i nostri gatti, e, di conseguenza, può creare dei disagi anche a noi.
Ecco allora come evitare problemi per gatto…e padrone!

E’ scontato, che non bisogna lasciare il gatto libero in auto, potrebbe causare incidenti per la distrazione che comporta o uscire dai finestrini. La cosa migliore da fare è quella di metterlo in una gabbietta che sia il più confortevole possibile, in modo che si senta a suo agio. Al suo interno vi adagiamo una coperta e facciamo abituare il felino a passarvi del tempo sopra: sentendo il proprio odore ed un terreno conosciuto, farà meno fatica ad ambientarsi una volta caricato in auto.

Un altro modo per far abituare il gatto a viaggiare in automobile, è fare dei piccoli giri in auto precedenti al viaggio: saranno d’aiuto come “allenamento” a stare in macchina e capire l’ambiente.
Abituate il vostro micio a viaggiare in automobile e rendete confortevole l'abitacolo

Tra le cose da evitare durante il viaggio, c'è senz'altro la musica ad alto volume: per il micio saranno già molti i rumori nuovi e la musica alta non farà altro che renderlo ulteriormente nervoso.

Soste: alcune fermate sono fondamentali, soprattutto se il viaggio è lungo. Aiutano per quanto riguarda i bisogni, l’alimentazione e per sgranchire le zampe al gatto (ovviamente con un guinzaglio).
Attenzione però: non state troppo fermi o il gatto si potrebbe abituare e, di conseguenza, rifiutare di tornare in auto.

Si sa, i cani amano guardare fuori dal finestrino, per i gatti non è proprio la stessa cosa, ma metterli vicino (la gabbietta deve essere ben ferma e stabile) ad esso potrebbe tornare utile, potrebbero lasciarsi trasportare dai chilometri, rilassandosi.

Per concludere, naturalmente la guida è importante: andate piano ed evitate frenate brusche; se potete, cercate inoltre di evitare di attraversare strade con dossi o altri ostacoli.
Inoltre, non lasciateli mai soli: sarà banale dirlo, ma non lasciate MAI il vostro gatto solo nella macchina chiusa e con i finestrini abbassati. Il loro corpo si scalda velocemente, il rischio può essere enorme.

Buon viaggio a voi ed al vostro gatto!

FONTE: http://www.deabyday.tv/cuccioli/gatti/guide/356/Come-viaggiare-in-auto-c...

CANI E GATTI – I BAMBINI SONO PIÙ SANI SE NE AVETE IN CASA

CONDIVIDERE LA CASA CON UN ANIMALE DOMESTICO STIMOLA IL SISTEMA IMMUNITARIO NEI BAMBINI. A dichiararlo un recente studio su bimbi finlandesi compiuto da ricercatori coadiuvati dai genitori dei piccoli. Sporco e microbi sembrerebbero difenderci da molte allergie, allontanando le infezioni alle alte vie respiratorie. “Genitori rilassatevi e concedete ai vostri figli l’esperienza unica di crescere accanto ad un amico a quattro zampe!”Condividere la casa con un animale domestico stimola il sistema immunitario nei bambini.Una nuova ricerca pubblicata a giugno su Pediatrics dimostra che i bambini che hanno vissuto, durante il primo anno di vita, a contatto con un animale domestico si ammalano meno frequentemente. Lo studio confema anche, che un ambiente troppo pulito non è un luogo ideale per i piccoli. Condividere la casa con un cane o un gatto può stimolare le difese immunitarie.
LO STUDIO INFATTI PROVA CHE LO SPORCO E I MICROBI portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo. I ricercatori europei hanno monitorato la salute di 397 bambini finlandesi nati tra il mese di settembre 2002 e il mese di maggio 2005. I genitori, dalla nona settimana in poi, avevano il compito di compilare un diario settimanale per documentare la salute dei propri figli; dovevano annotare se i bambini presentavano muco nel naso, se soffrivano di otiti, se avevano la gola arrossata, il sintomo della tosse o altre patologie legate all’apparato respiratorio e ovviamente dovevano anche scrivere l’eventuale somministrazione di antiobiotici.Quando i bambini hanno compiuto il primo anno , i genitori sono stati invitati a compilare un questionario. Dalla ricerca è emerso che i bimbi che vivono con i cani e i gatti sono più in salute rispetto ai bambini che non ne posseggono; ad esempio, i bambini cresciuti con i cani hanno il 44% di probabilità in meno di sviluppare infezioni all’orecchio e il 29% di probabilità in meno di dover usare antibiotici durante il primo anno di vita.Lo sporco ed i microbi portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo.Dalla ricerca è anche emerso che la percentuale aumenta se gli animali vivono in casa meno ore; le famiglie, ad esempio, in cui i gatti erano presenti dentro casa per almeno 16 ore al giorno, hanno avuto bambini sani per il 70,8% del tempo, mentre nelle case in cui i gatti erano dentro per meno di sei ore al giorno è stato rilevato che i figli erano sani per il 78,2% del tempo, mentre i piccoli, invece, nati e vissuti in famiglie senza gatti solo il 66,1%.
UN QUADRO SIMILE SI E’ DELINEATO anche nelle famiglie in cui i cani erano presenti per meno di 6 ore al giorno; la ricerca ha dimostrato che questi bambini non hanno contratto malattie per il 75,7% del tempo contro il 72,2% dei piccoli vissuti con cani sempre presenti in casa mentre, i bambini cresciuti senza cani non si sono ammalati per il 64,8% del tempo.La spiegazione fornita dai ricercatori è che gli animali che hanno passato più tempo all’aria aperta hanno portato più sporco nelle case concedendo ai bambini l’opportunità di stare più a stretto contatto con esso. La continua esposizione ha permesso al loro sistema immunitario di svilupparsi più velocemente di quanto normalmente si svilupperebbe.”Il continuo contatto con gli animali domestici nei primi mesi di vita riesce a stimolare il sistema immunitario nella lotta contro le infezioni“Fino ad ora gli studi per verificare quanto gli animali domestici influenzano la salute umana sono stati concentrati sulle allergie e non sulle malattie”, ha dichiarato l’attuale presidente del Dipartimento di Pediatria presso il Saint John’s Hospital a Santa Monica, la Dr. Danelle Fisher, che non era coinvolta nella ricerca. “È chiaro – ha continuato la Fisher – che il continuo contatto con gli animali domestici nei primi mesi di vita riesce a stimolare il sistema immunitario nella lotta contro le infezioni”.
UNA PRECEDENTE RICERCA della University of California, San Francisco, presentata il 19 giugno al meeting annuale dell’American Society for Microbiology, ha mostrato che nelle case in cui sono presenti cani vi sono delle polveri che sembrano proteggere i neonati dal Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), il virus stagionale responsabile di numerose affezioni delle vie aeree del bambino; secondo la ricerca esiste una stretta correlazione tra l’infezione da VRS e l’asma infantile.Le nuove scoperte potrebbero placare l’ansia di genitori troppo ansiosi e contro la convivenza del proprio figlio con un animale domestico. Il consiglio elargito sempre dalla Fisher a questa tipologia di genitori è di tenere un cane o un gatto dentro casa perché preserva da molte allergie; grazie a questi ultimi studi, la dottoressa sente di poter affermare con molta tranquillità che, i bambini hanno meno probabilità di infezioni alle alte vie respiratorie nel primo anno di vita se vivono con un animale domestico.

FONTE: http://pianetablunews.wordpress.com/2014/01/24/cani-e-gatti-i-bambini-so...