MORDERE

COME NON FARSI MORDERE DAL CANE!

Questo è un piccolo “vademecum” di regolette sull’approccio al cane, sull’educazione corretta da dargli, sui segnali che lui ci invia e che noi dovremmo imparare a leggere.
Ma ora, poiché la materia è vasta, non dilunghiamoci troppo in preamboli e iniziamo subito dicendo che:
a) QUALSIASI CANE PUO’ MORDERE.
Non perché sia “cattivo”o “impazzisca”, non perché appartenga ad una presunta “razza pericolosa” e – a volte – neppure perché non sia stato educato in modo corretto.
Il cane può mordere perché è un cane. Perché la bocca è il suo principale mezzo di espressione e la sua unica arma di difesa. E' stato fornito da Madre Natura di una dentatura particolarmente efficace, essendo – in natura – un predatore che deve afferrare ed uccidere le proprie prede proprio con i denti.
Anche il cagnolino di piccola taglia, in rapporto alle sue dimensioni, avrà sempre una dentatura di tutto rispetto: e per quanto non possa, magari, ferire gravemente un uomo, prendere una dentata da lui non sarà affatto piacevole. Quindi non sottovalutiamo MAI i denti di nessun cane, specie quando vengono “messi alla prova” dai bambini che sono contemporaneamente i peggiori stuzzicatori-provocatori del mondo e dei piccoli Puffi che avranno spesso la faccia a portata di muso nel cane.
b) NORMALMENTE, IL CANE NON MORDE LE PERSONE.
Perchè è stato allevato dall’uomo, perché ha ricevuto l’impregnazione che gli fa pensare a noi come a suoi conspecifici e quindi membri della sua stessa società, e i membri della stessa società non si sbranano tra loro: per di più il cane, mediamente, non si sente in forte competizione con l’uomo. Non c’è competitività sessuale, per esempio (causa frequente di risse intraspecifiche); non c’è competitività sul cibo; è raro che ci interessino le stesse cose e che quindi lui si senta in dovere di combattere per possessività. Insomma, il cane solitamente non morde l’uomo perché nessun cane, di nessuna razza, ha nel suo DNA un’aggressività immotivata. A differenza dell’uomo, nessun cane aggredisce “per il gusto di farlo”, per divertimento, in una parola per crudeltà mentale.
c) SE UN CANE MORDE, UN MOTIVO C’E‘ SEMPRE.
Ripeto: s-e-m-p-r-e. Il fatto che noi non siamo in grado di individuarlo non significa che non ci sia. Di solito, però, il cane morde per motivi facilmente comprensibili, se solo si prova a ragionare per un attimo con la sua testa.
d) CI SONO CANI PIU’ “PRONTI” AL MORSO DI ALTRI
…e su questo non ci piove. Il cane più reattivo, quello con la soglia di tolleranza più bassa, quello che ha già vissuto esperienze sgradevoli e quindi “mette le zampe avanti” (anzi, in questo caso i denti, più che le zampe) esistono. Esistono anche razze più reattive di altre (ciò non significa, “più aggressive”o “più pericolose”), perché la reattività è semplicemente la prontezza con la quale il cane reagisce ad uno stimolo.
Tutti i cani molto veloci nell’esecuzione di un ordine, per esempio, saranno anche cani che ci metteranno molto meno di altri a mordere, se decidono che è il caso di farlo.

COME NON FARSI MORDERE
Il modo corretto per approcciare-salutare un cane consiste nell’evitare di guardarlo negli occhi, nell’avvicinarsi a lui lateralmente e non frontalmente, nel porgergli il fianco o il lato posteriore, nell’aspettare che sia lui a scegliere il momento di avvicinarsi e nel coccolarlo sempre e solo toccandogli i lati del muso e del corpo, oppure la groppa.
Altre cose da evitare sono, le fughe e le reazioni isteriche, il mancato rispetto degli spazi: non si deve entrare in un territorio protetto da un cane, ma non si deve neanche buttarglisi addosso per coccolarlo, invadendo il suo spazio personale ed ignorando la distanza di sicurezza che il cane tende a mantenere verso qualsiasi sconosciuto, almeno finché questi non ha manifestato chiaramente le proprie intenzioni. Infine, è corretto porgergli una mano da annusare, ma a debita distanza, in modo che sia il cane ad avvicinarsi e non noi ad invadere i suoi spazi.

SEGNALI DI STRESS E DI PRE-AGGRESSIONE
Sarebbe fortemente opportuno che tutti imparassero a capire i segnali che il cane manda quando è spaventato, irritato o semplicemente scocciato dalla nostra presenza o dal nostro modo di fare.
Conosciamo i segnali di minaccia evidenti: oltre all’abbaio e al ringhio, l’irrigidimento del corpo e degli arti, lo sguardo fisso e vitreo, il portamento della coda alto e fisso.
Ma questi sono solo una minima parte del loro linguaggio: esistono segnali meno “clamorosi”, ma evidenti per chi li sa leggere, che TUTTI i cani emettono per dire “basta così, grazie, mi stai scocciando”.
Per esempio, TUTTI i cani, anche quelli “con la faccia da poker”, assai poco espressivi, inviano i cosiddetti segnali calmanti (calming signals), che sono stati codificati da Turid Rugaas in 27 posture o movimenti diversi. Dei calming signals in generale tratteremo meglio in un articolo a parte, ma ora citiamo, però, quelli che sono indice di chiaro e inequivocabile disagio o stress (e che quindi possono preludere a un attacco, qualora vengano ignorati):
a) sbadigliare;
b) leccarsi il naso o le labbra (ATTENZIONE: questo è un segnale di cui i cani fanno un uso continuo, quando si sentono a disagio. E’ facile da leggere e capire, perché è molto “visibile” e perché ne fanno uso veramente tutti. L’importante è che non si scambi questo segnale per un “tentativo di dare bacini”, perché questo fraintendimento può portare veramente a guai seri);
c) sbattere le palpebre, in una sorta di “ammiccamento” che a sua volta viene spesso frainteso;
d) distogliere lo sguardo e/o voltare la testa.
(di Valeria Rossi)

FONTE: http://www.cinofollia.it/articoli-informativi/come-farsi-o-non-farsi-mor...